Scontri per Casapound a Napoli, centri sociali lanciano bombe carta contro la Polizia

19/02/2018 – Violenti scontri tra centri sociali e Polizia durante la manifestazione che protestava contro il convegno di Casapound che ha presentato i suoi candidati in Campania alla prossime elezioni politiche. Il leader di Casapound, Simone Di Stefano, ha partecipato all’incontro elettorale. Molti i fermati che sono stati portati in Questura dalla Polizia. VIDEO:

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Due attivisti dei centri sociali sono stati portati in ospedale per essere medicati, dopo gli scontri. La situazione ora si sta progressivamente normalizzando. Secondo il racconto degli antagonistigli scontri sarebbero partiti dopo che una loro rappresentanza aveva chiesto di far procedere il corteo lungo una strada presidiata dalle forze dell’ordine, ma che non avrebbe consentito l’accesso all’hotel dove si stava svolgendo un incontro di Casapound. Intanto sono in corso controlli su circa trenta manifestanti che sono tenuti fermi, a lato della strada. In zona le forze dell’ordine stanno cercando di rintracciarne altri che sono fuggiti. In una parte della strada il traffico è tornato regolare, mentre verso il centro della città una parte della viabilità è ancora presidiata dalle forze di polizia.


La tensione del giorno
Il timore è quello di scontri mentre i fascisti organizzano le loro iniziative in vista delle elezioni, anche grazie al fatto che nessuno ha sciolto le organizzazioni anche se manifestamente fasciste: così in una Napoli blindata all’hotel Ramada si sono dati appuntamento gli estremisti di Casapound alla presenza del leader Simone di Stefano.

 A poche centinaia di metri di distanza, proprio davanti alla stazione ferroviaria di piazza Garibaldi, si sono radunati gli esponenti dei centri sociali napoletani e dei collettivi studenteschi per una manifestazione di protesta proprio contro Casapound.
«L’Italia è un paese dove non c’è spazio per razzismo e fascismo – hanno detto gli attivisti- il nostro nemico è dentro l’hotel Ramada. In Italia non c’è spazio per la Lega e Casapound».


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