“La sinistra ci ha traditi, ora speriamo nei 5 Stelle”! Guardate cosa e’ successo e diffondete ovunque tutti devono sapere!

22/02/2018 – Il problema è il tradimento. «Perchè di parole ne hanno dette tutti negli anni, ma poi gratti e scopri che dietro c’era soltanto il vuoto». La speranza, invece, ha una data: 4 marzo 2018, il giorno delle votazioni. E le ragioni sono due. La prima: «Se non ci salvano adesso che ci sono le elezioni non ci salverà più nessuno». La seconda: «I grillini sono gli unici che gliele cantano e senza peli sulla lingua. Lo abbiamo capito sulle nostra pelle, mentre stavamo qui a presidiare la fabbrica».
Embraco, ennesimo giorno di lotta.

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Il ministro Calenda è un’entità lontana. La politica ancora di più. «Perchè davanti a questo cancello, in un giorno che diluviava e faceva un freddo boia, abbiamo visto soltanto Di Battista. Che poi è l’unico che ha detto le cose come stanno». A chi? «Agli italiani». Insomma: per dirla con le parole di Daniele, l’uomo legato alla cancellata, prigioniero di un sogno e di un posto di lavoro che non c’è quasi più: «Gli altri politici ci hanno tutti traditi». Chi voterà, Daniele? «I Cinque Stelle, e chi sennò».

La speranza nelle urne
Stessa domanda, due passi più avanti. Chi voti il 4 marzo? «I Cinque stelle». Che qui sono un specie di totem. O meglio l’ultima corda a cui aggrapparsi e sperare ancora un po’ per non affogare. «E lo sa perchè io voterò loro? Perchè la sinistra ci ha traditi. E perchè della destra non ci fidiamo: da loro abbiamo soltanto parole e niente fatti. Se devo sognare un cambiamento io scelgo loro, oppure Salvini. Anche lui mi piace, dice le cose come stanno. I 5 stelle o Salvini».



Ma chi? «I Cinque Stelle». Lo dice una donna che qui, all’Embraco, aveva un contratto da l’impiegata. Dopo essere stata assunta come operaia più di vent’anni fa. Il suo nome è Rosy, ha 45 anni, una figlia di 5. E l’altro giorno ha festeggiato il compleanno della sua bimba con una festa a sorpresa.
«Una torta e quattro palloncini, niente di più, quello posso ancora permettermi. Ma quando chiuderà, che ne sarà di noi? Che ne sarà di me, che non ho nessun paracadute?». E in attesa del voto, oppure di messaggio di speranza in arrivo da Roma oppure da Bruxelles, o ancora di una comunicazione dei sindacati, se ne sta lì con la sua collega Sonia, seduta su una sedia. E aspetta. Sonia, lei cosa voterà? «Non lo dico. il voto è segreto». Anche lei i 5 Stelle? «Non lo dico». Ma se andasse da un’altra parte oggi sarebbe una specie di mosca bianca in questo scampolo di Piemonte industriale, che ha l’acqua alla gola.



Il signor Zaffalon che di nome fa Silvano, ed è il delegato della Uilm, queste cose le ha capite e da parecchio tempo: «Qui il vento è girato da mesi. Noi siamo il sindacato che ha più iscritti. Siamo sempre stati in prima fila nelle battaglie, ci siamo esposti e abbiamo anche ottenuto dei risultati. Ma adesso è diverso. C’è disperazione». Lei chi voterà? «Non ne abbiamo mai parlato, ma direi i Cinque stelle». Anche lei? «Sì». – FONTE
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