Ragazza violentata in via Chopin a Milano, fidanzato picchiato: fermato sudamericano a Milano


15/03/2018- (ANSA) – Un colombiano di 25 anni è stato fermato dai carabinieri per la rapina e la violenza sessuale avvenuta lunedì sera in via Chopin, alla periferia di Milano. L’uomo, residente in città, è stato bloccato dai militari durante la notte. L’uomo è sospettato di aver aggredito, nella tarda serata di lunedì, una giovane coppia che si era appartata in auto in via Chopin, alla periferia di Milano, e di aver violentato la ragazza di 19 anni e picchiato e rapinato uno studente di 22. I due sono stati minacciati con un’arma, forse un coltello, rapinati di ciò che avevano e la ragazza ha subito violenza dall’aggressore che poi è fuggito a bordo della Fiat Punto della coppia. Le violenze sono accadute in fondo a via Chopin, in zona Ripamonti, nell’area sud di Milano, dove, il 4 giugno del 2005, si era consumata una rapina analoga con stupro ai danni di una coppia. In quel caso furono identificati e arrestati cinque romeni di cui due minorenni. Riportarono condanne fino a nove anni.

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Il presunto responsabile, residente in città, è stato bloccato dai militari durante la notte. Il primo tassello per arrivare a lui è stata la macchina, la Fiat Punto della coppia che il 25enne si era portato via. I carabinieri poi avevano una descrizione di massima dell’uomo, fornita dai ragazzi stessi, presi a testimonianza dopo le cure in ospedale, al Policlinico lui e alla Mangiagalli lei.

Da quel momento gli investigatori si sono messi a cercare “un giovane sudamericano”. Il profilo ricercato, sentendo anche i balordi della zona, è stato presto individuato. A quel punto si trattava però di prendere la persona che corrispondeva a quell’identikit.

“Tutti noi siamo stati feriti da questo episodio – dice la pm Maria Letizia Mannella che ha coordinato le indagini con il collega Luca Gaglio



– perché riguarda questi ragazzi milanesi: due giovani studenti che hanno subito una violenza che faranno fatica a dimenticare. Una ferita per tutta la città”. Per questo motivo gli investigatori si sono mossi in maniera massiccia per prendere al più presto il responsabile. “Siamo intervenuti – ha detto ancora – dando la priorità assoluta a questa indagine, è intervenuto con il cuore in mano anche il servizio antiviolenza della Mangiagalli”.

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