Ultima ora: Salvini e Di Maio, «Se serve noi fuori dalla squadra di governo»

16/05/2018 – Di Maio e Salvini pronti al passo indietro per far nascere un governo M5S-Lega. «Salvini premier? Sarebbe per me l’onore più grande del mondo. Se avessi la certezza che andando al governo, anche non da premier, possiamo fare parecchie cose utili per il nostro Paese mi metto in gioco e se serve faccio anche un passo di lato». Perché «Matteo Salvini non sarà mai di ostacolo alla nascita del governo».

Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, in un video su Facebook. «Io – ha aggiunto – non sono nato per tirare a campare, voglio rimanere nella cornice di lealtà e aggiorno costantemente gli alleati e la coalizione». Sul contratto: «Abbiamo fatto bei passi avanti – ha detto – entro oggi ci riaggiorniamo e vediamo se riusciamo a chiudere. Poi passeremo ai nomi».

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Stessa linea espressa da Di Maio: «Io mi auguro che si possa far parte del governo per mettersi alla prova in prima persona, ma se serve per farlo partire io e Salvini siamo pronti a stare fuori», ha detto ai cronisti a Montecitorio. La giornata si era aperta con i mercati che hanno registrato una brusca impennata dello spread BTp/Bund dopo le indiscrezioni di ieri sul contratto di Governo al centro delle trattative tra M5S e Lega. «Se i salottini che hanno spinto i nostri figli alla precarietà sono preoccupati allora sono spinto ad andare avanti: vuoi vedere che stiamo andando sulla strada giusta», ha commentatoil leader della Lega. Che ha aggiunto: «Provano a fermarci coi soliti ricatti dello spread che sale, delle Borse che scendono e delle minacce europee. Stavolta si cambia, più lavoro e meno clandestini, più sicurezza e meno tasse #primagliitaliani».

In apertura di giornata, il rendimento del BTp decennale italiano ha riagganciato quota 2% (era all’1,95%) mentre il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano e il pari scadenza tedesco ha sfiorato i 137 punti base dai 131 punti della chiusura di ieri (e continua a salire). Tutti segnali di nervosismo che hanno fatto seguito a una giornata di forti tensioni politiche tra Roma e Bruxelles, con i vertici della Commissione Ue in pressing sui leader di Lega e 5Stelle, richiamati al rispetto del Patto di stabilità su deficit e debito e agli impegni di accoglienza per i migranti.

Il pressing Ue e le trattative M5S-Lega
Nonostante le proteste di Matteo Salvini («è l’ennesima inaccettabile interferenza di non eletti») e Luigi Di Maio («più gli eurocrati ci attaccano più ci motivano»), il programma di Governo in cantiere preoccupa fortemente la Commissione Ue, anche alla luce della bozza di un documento di lavoro (redatto la mattina del 14 maggio, diffuso ieri da Huffington Post e dato per superato, in serata, dai due leader) che vede vari capitoli politicamente caldi. In particolare, l’ipotesi di procedure tecniche specifiche per l’uscita dall’euro, l’impegno di chiedere alla Bce la cancellazione di titoli di Stato per 250 miliardi di euro che
Francoforte avrà fino alla fine del QE, e l’istituzione di un Comitato di Riconciliazione che entri in azione in caso di divisioni all’interno del Consiglio dei ministri. Resta poi il nodo della premiership, su cui le posizioni restano distanti. Sul programma di Governo, i due leader potrebbero chiudere oggi. Domani dovrebbe invece essere la giornata buona per l’individuazione del presidente del Consiglio.


Via le sanzioni alla Russia
Pd contro il contratto M5S-Lega
Per quanto «superata» e smentita degli interessati, la bozza di programma circolata ieri scatena il fuoco polemico del Pd. «Contratto di Governo inquietante. Tra le ipotesi di uscite dall’Euro e pericolosi comitati paralleli Lega e Cinque Stelle stanno giocando con la credibilità del Paese. Si fermino. L’Italia non merita tutto questo», scrive oggi su Twitter il segretario reggente Maurizio Martina. «Se trovaste un documento dove è scritto che chi vi deve soldi non li restituisce più cosa fareste? È la domanda che si fanno gli investitori in giro per il mondo che hanno in mano titoli del debito pubblico italiano… E infatti oggi lo spread e i tassi di interesse stanno volando in su», ironizza invece il vicepresidente della Camera Ettore Rosato, che chide a uno stop a Silvini e Di Maio: « Di questo passo ammazzate l’Italia». IlSole24Ore

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