Il piano B di Savona: uscita dall’euro in un solo weekend e stampare 8 miliardi di nuove lire

02/06/2018 – Ecco alcuni aspetti interessanti del progetto dell’economista da utilizzare in caso di extrema ratio. Li ricorda Repubblica che parla del progetto illustrato nel dettaglio durante un convegno. Per il mancato ministro all’Economia Paolo Savona, l’extrema ratio dell’uscita dall’euro, il cosiddetto piano B, è stato uno degli aspetti più criticati e temuti. Ma come avrebbe funzionato in pratica, nel caso se ne fosse verificata l’eventualità? E’ Repubblica a recuperare da Scenari economici, sito animato dall’ economista Antonio Rinaldi che il 3 ottobre del 2015 presentò nei minimi dettagli il programma per riportare l’Italia alla propria «sovranità monetaria», alcuni aspetti di carattere tecnico che suscitano curiosità. Si sarebbe trattato per esempio di “stampare 8 miliardi di monete nel giro di poche settimane, operare nella massima segretezza, far scattare il D-Day, con relativo annuncio il venerdì sera a mercati chiusi per lanciare il lunedì mattina la Nuova Lira svalutata presumibilmente del 15-25 per cento, prevedere un parziale default del debito, avvertire con un minimo di anticipo l’Fmi e le maggiori banche centrali della mossa italiana in vista della riapertura dei mercati”.

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Lo studio
Questo il piano enunciato durante un convegno dove fu illustrato uno studio di fattibilità nel dettaglio. Il sito conterrebbe circa 60 slide sul contestato piano B, ormai discusso da più parti, quello che più di altre parti delle sue teorizzazioni potrebbe aver determinato l’avversione del Quirinale rispetto all’economista che ieri ha scritto: “Ho subito un grave torto, sulla base di un paradossale processo alle intenzioni di voler uscire dall’ euro e non a quelle che professo”.

Savona insomma ribadisce la volontà di voler restare in Europa e nell’euro riferendosi a un piano B come scialuppa di salvataggio da utilizzare solo qualora sia strettamente necessario. E questo, per “la teoria dei giochi raccomanda di non rivelare i limiti all’azione, perché altrimenti si è già sconfitti”.


“I mercati l’hanno concepito come un rischio”
Nel contesto di costituzione di un governo giallo-verde tuttavia questo piano B – firmato da Savona e Rinaldi – è stato concepito – nota Repubblica – “come un rischio reale dai mercati fino ad oggi frenati proprio dal concetto di “irreversibilità” dell’euro”. Sarebbe stato il timore di subire un declassamento, la speculazione, e i rischi per i risparmi a indurre il Capo dello Stato a dire no all’ipotesi Savona.

Da questo punto di vista, sempre secondo Repubblica, il piano B dell’economista stimato negli ambienti internazionali, poteva far “rabbrividire”, se non altro per la pericolosa sequenza di eventi previsti. “Piano da far scattare di venerdì sera, annuncio e chiusura di tutte le operazioni bancarie e finanziarie. E lunedì mattina salari, pensioni e prezzi convertiti al tasso di 1 a 1 in nuove lire”.

Inoltre – scrive sempre il giornale – la “transizione immediata delle prime ore dovrebbe avvenire con moneta elettronica o assegni, in attesa che nelle settimane successive si stampino 8 miliardi di Nuove Lire da distribuire”. E ancora: “debito rinominato in nuova valuta, fortemente svalutata. Default controllato (il debito scenderebbe al 60- 80 per cento del Pil) e rinegoziazione con i creditori internazionali”.

La replica di Scenari Economici
Su quanto riportato da Republica ha poi replicato Scenari Economici. “Purtroppo prosegue l’opera della macchina del fango mainstream – si legge sul sito – Oggi Repubblica riprende il nostro “Piano B” del 2015, non comprendendone nulla da un lato, ma, soprattutto, rendendone la scrittura sua responsabilità. In realtà il professor Savona fu colui che ci fece capire che un’elaborazione accademica sul tema fosse necessaria, dato che non vi era nessun serio impegno politico al superamento delle criticità della valuta unica”. E ancora: “Il piano, di nostra esclusiva elaborazione come team di Scenari ECONOMICI, e realizzato come studio accademico, fu in realtà ispirato dal quello scritto dal Professor Roger Bootle nel 2012, che, fra l’altro, per questa elaborazione, vinse il prestigioso premio Wolfson e 250 mila sterline… Tra l’altro il professor Bootle lesse il nostro piano ed incontrando personalmente il professor Rinaldi dopo pochi giorni dalla presentazione in occasione di un convegno presso il Parlamento Europeo, si complimentò per il nostro lavoro che considerò un’ottima elaborazione adattata al contesto italiano, fatto che ci fece molto piacere, essendo uno dei massimi esperti nella materia a livello mondiale”.

Scenari Economici poi conclude: “Tutto questo i signori giornalisti della Repubblica avrebbero potuto saperlo sia contattandoci attraverso il sito, sia leggendo il piano stesso, dove l’ispirazione originaria è citata in modo evidente, ma, per ragioni politiche o ai più sconosciuti è stato più utile fare di tutta l’erba un fascio, anche scrivendo delle madornali falsità e inesattezze. Purtroppo la superficialità e la malafede regnano sovrane. Un nostro lavoro intellettuale ed accademico, riservato ad una platea preparata di amanti dell’economia e di politici e che nasceva dalla necessità di tutelare il sistema Italia da crisi esterne è diventato una sorta di manifesto no euro, cosa che non intendeva essere. Si tratta solo di onestà intellettuale!

Grazie
Addendum: i soliti precisini hanno scritto “MA Savona è citato fra gli autori a Pagina 80”. Si perchè , nella presentazione , fece il PIANO A , cioè indicò le modifiche necessarie ad euro e BCE per il consolidamento dell’Euro. Tutto visibile nel nostro canale Youtube, dalla prima all’ultima parola. Andatevelo a vedere”. [TISCALI.IT]
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