Piemonte, 50 ex consiglieri regionali indagati per peculato: c’è anche attuale senatore Pd Laus

09/06/2018 – I sostituti procuratore Andrea Beconi e Giovanni Caspani, coordinati dal procuratore aggiunto Enrica Gabetta, li hanno indagati per peculato per aver ottenuto, secondo l’accusa, rimborsi illeciti per quasi 3,3 milioni di euro dal gennaio 2008 fino alla fine della legislatura di Mercedes Bresso (attuale europarlmentare Pd non indagata) nel 2010 e la prossima settimana cominceranno gli interrogatori.
Cinquanta ex consiglieri regionali del Piemonte, alcuni dei quali sono ora parlamentari come il senatore Pd Mauro Laus, hanno ricevuto tra ieri e oggi gli avvisi di garanzia e gli inviti a comparire inviati dalla procura di Torino. I sostituti procuratore Andrea Beconi e Giovanni Caspani, coordinati dal procuratore aggiunto Enrica Gabetta, li hanno indagati per peculato per aver ottenuto, secondo l’accusa, rimborsi illeciti per quasi 3,3 milioni di euro dal gennaio 2008 fino alla fine della legislatura di Mercedes Bresso (attuale europarlmentare Pd non indagata) nel 2010 e la prossima settimana cominceranno gli interrogatori.

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Ad alcuni di loro sono contestate rimborsi per somme di poche migliaia di euro, mentre qualche eletto ha ottenuto rimborsi per più di centomila euro e, a volte, quasi 300mila euro nel giro di soli due anni. Tra gli indagati risultano anche i parlamentari Pd Davide Gariglio e Stefano Lepri e l’attuale vicepresidente del Consiglio regionale Angela Motta.


Si apre così una nuova “Rimborsopoli” piemontese cominciata però dieci anni fa. Il peculato si prescrive in dieci anni, ma la procura con l’invito a comparire interrompe il corso della prescrizione e ottiene ancora un margine di tempo per indagare. La documentazione sulle spese era stata acquisita dalla Guardia di finanza nel 2012, al momento della perquisizione della prima inchiesta. All’epoca, però, gli investigatori si concentrarono sulle spese più recenti, quella fatte dagli eletti durante la legislatura del leghista Roberto Cota, poi assolto.

Adesso quella vicenda, dopo le poche condanne nel processo di primo grado, è approdata in Corte d’appello e la sentenza è prevista per il 24 luglio prossimo. Nel frattempo, però, i processi riguardanti altri consigli regionali sono arrivati in Cassazione. Studiando quelle sentenze, la procura di Torino intende impostare un’accusa più solida. Supera i 3 milioni e 300mila euro l’ammontare delle spese contestate fra il gennaio del 2008 e il 2010. I destinatari sono ex consiglieri di maggioranza e di opposizione. – FONTE
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