Migranti, Conte: non vado a Bruxelles a firmare un accordo scritto da altri. Salvini: l’Europa cambi

21/06/2018 – «L’aria in Europa sta cambiando e siamo ottimisti. Siamo anche estremamente fiduciosi nella presidenza austriaca e confidiamo nel buonsenso dei colleghi europei, anche perché non vorremmo arrivare a ridiscutere il finanziamento italiano all’Unione Europea». Così il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini ha risposto, durante l’incontro con il vicepremier e con il ministro dell’Interno austriaci, a chi gli chiedeva cosa succederà se l’Unione non rivedrà il trattato di Dublino . E ha rilanciato la linea dura con la Ue: «L’obiettivo è proteggere le frontiere esterne, non è dividere il problema tra paesi europei, ma risolvere il problema a monte. Se qualcuno in Ue pensa che l’Italia debba continuare ad essere punto di approdo e campo profughi ha sbagliato a capire».

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Irritazione Italia: Conte non andrà a Bruxelles 
Ma sulla questione ricollocamenti c’è irritazione nel governo italiano su come il dossier, se la bozza che sta uscendo in queste ore venisse confermata, sarà trattato nel corso del vertice informale di domenica a Bruxelles. In particolare, l’Esecutivo italiano vuole che la questione dei ricollocamenti (“secondary movements”) sia affrontata solo dopo che vengano chiariti i principi dei “primary movements”, ovvero la prima accoglienza nei Paesi di approdo. Se la versione resta questa è “inaccettabile”, è la posizione del governo italiano che avrà, nelle prossime ore, contatti a riguardo con le cancellerie straniere e che, al momento, sembra mettere in dubbio persino la stessa partecipazione al vertice. Con il ministro dell’Interno Matteo Salvini a mostrare il volto più “duro” del governo giallo-verde: «Se andiamo lì per avere il compitino già preparato da francesi e tedeschi è giusto risparmiare i soldi del viaggio», tuona il leader della Lega

Bozza Ue: ridurre arrivi e movimenti tra Paesi 
Nella bozza di dichiarazione della riunione informale Ue di domenica a Bruxelles si parla di «un forte impegno per avanzare nella politica migratoria europea» con la «riduzione del numero di arrivi illegali nell’Unione», attraverso una serie di misure e proposte, ma anche «una forte necessità di ridurre in modo significativo i movimenti secondari, evitando attraversamenti illegali delle frontiere interne tra Stati membri di migranti e richiedenti asiloe assicurando» procedure «veloci» per i trasferimenti verso il Paese competente, «controlli dei viaggi in uscita alle stazioni di treni, bus e aeroporti»; oltre «all’obbligo per i richiedenti asilo di restare nei Paesi competenti», pena sanzioni. Non solo. È previsto il potenziamento dell’agenzia Ue Frontex, che viene trasformata in «una vera e propria polizia di frontiera».


Conte a Tusk: impensabile farsi carico tutti migranti
Il premier Giuseppe Conte nel corso di un precedente vertice oggi a Palazzo Chigi ha spiegato al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk che, sul tema richiedenti asilo, è impensabile che l’Italia, in questo momento, possa farsi carico dei cosiddetti movimenti secondari ossia la circolazione di chi sbarca sulle coste europee tra i Paesi membri Ue. Secondo quanto previsto dal regolamento di Dublino, se un richiedente asilo, la cui pratica non è stata ancora espletata, abbandona il Paese di primo approdo per recarsi un altro Stato membro europeo, quest’ultimo può “ricollocarlo” nel Paese dove era sbarcato. All’Italia non bastano le rassicurazioni sulla riforma di Dublino e sull’istituzione di hotspot nei Paesi di origine arrivate da Francia e Germania. L’Italia, è la posizione del governo, vuole una soluzione di accoglienza europea nel breve periodo e, facendosi carico dell’emergenza sbarchi come Paese di primo approdo, non può accettare più i ricollocamenti. Conte, nel corso dell’incontro con Tusk, si sarebbe soffermato su questo punto, sottolineando l’indisponibilità dell’Italia alla cosiddetta «seconda accoglienza». Ed è una posizione, rassicurano a Palazzo Chigi, che Conte e Salvini – oltre a Luigi Di Maio – condividono appieno.

Salvini: al lavoro su proposta Italia 
I due vicepresidenti Salvini e Di Maio hanno incontrato in serata a Palazzo Chigi il capo dell’Esecutivo, Giuseppe Conte. Sul tavolo, il dossier migranti e la proposta a cui sta lavorando l’Italia, in vista del prevertice di otto capi di Stato e di governo (tra cui Germania, Francia e Italia) che si terrà domenica a Bruxelles , in preparazione del Consiglio europeo del 28 giugno. Al vertice hanno partecipato anche il ministro degli Esteri Enzo Moavero e il ministro per gli Affari europeo Paolo Savona.

Austria: alleati Italia, rivoluzione copernicana in Ue 
«Serve un’alleanza di volenterosi per proteggere l’Europa da chi vuole entrare e vogliamo promuovere questa strategia in collaborazione con l’Italia, in modo da riacquistare la fiducia della popolazione» ha detto invece il vicepremier austriaco, Heinz Christian Strache, al termine dell’incontro al Viminale con Salvini. «Il concetto di solidarietà della Commissione Ue finora ha premiato i trafficanti e non la popolazione. Noi vogliamo capovolgerlo, perchè la solidarietà è proteggere le frontiere, il popolo, e quindi attueremo un cambio radicale, una rivoluzione copernicana del pensiero Ue su immigrazione e asilo» ha aggiunto il ministro dell’Interno austriaco, Herbert Kickl.

Ungheria, sì alla stretta sui migranti in Costituzione
Intanto il parlamento dell’Ungheria ha votato sì alla modifica della Costituzione che prevede una stretta sulle richieste d’asilo e inserisce il divieto di accogliere i migranti economici. Dall’altro la cancelliera Angela Merkel rilancia parlando di migrazione e integrazione come «sfide del nostro tempo e noi abbiamo bisogno di una risposta costruttiva, umana e europea». Il tutto mentre, all’interno dei rapporti oramai logori tra Cdu-Csu e Spd, il ministro degli Interni Horst Seehofer, a caccia di voti in Baviera in vista delle elezioni locali in ottobre, ha concesso ieri alla cancelliera due settimane di tempo per trovare una formula di accordo per risolvere il problema dell’immigrazione dicendosi pronto ad andare con il suo piano di blocco e respingimenti in via unilaterale dei richiedenti asilo al confine. – FONTE
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