Nuovo Governo: Impronte digitali contro l’assenteismo negli uffici pubblici per i furbetti del cartellino

24/06/2018 – Il nuovo Governo ripartirà anche dalla guerra contro assenteisti e furbetti del cartellino. Ad annunciare la stretta contro i dipendenti poco ligi al dovere è il Ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno.

Nelle intenzioni dell’avvocato, da sempre in prima linea soprattutto per i diritti delle donne, una riforma per migliorare la resa degli uffici pubblici: nessuna strategia del terrore imposta dal nuovo ministro, ma una serie di misure per prevenire un fenomeno che la Bongiorno definisce odioso.

Una delle grandi novità potrebbero essere le rilevazioni biometriche per evitare che un dipendente passi il cartellino degli altri: attraverso le impronte digitali, ogni lavoratore sarà obbligato a firmare per sé. Al contempo, saranno programmate ispezioni a campione affidate a ispettori e specialisti dei modelli organizzativi del lavoro che proveranno a cogliere di sorpresa i lavoratori assenteisti.

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«Deve prevalere l’interesse collettivo: tutti devono essere al lavoro e al servizio del cittadino – annuncia la Bongiorno – saremo inflessibili di fronte ad eventuali inerzie». La proposta del ministro si pone su un altro piano rispetto alla precedente decreto legge Madia. Se prima infatti si tendeva a punire e ad inasprire le sanzioni prevedendo la sanzione cautelare senza stipendio a 48 ore dalla segnalazione al dirigente responsabile, ora ci si focalizzerà anche sulla prevenzione, nel tentativo di ridurre drasticamente i dipendenti colti in flagranza a strisciare il badge senza poi entrare in ufficio. Le misure introdotte dal ministro Marianna Madia hanno infatti portato al licenziamento e ad azioni disciplinari nei confronti di numerosi dipendenti statali, ma la prevenzione potrebbe comportare un netto miglioramento della macchina dello Stato.


La riforma della Pubblica Amministrazione passa anche dalla lotta alla corruzione, che inevitabilmente si traduce anche in un processo di snellimento della burocrazia italiana. Secondo il ministro della Pubblica Amministrazione, infatti, troppe norme hanno punti oscuri, di facile interpretazione da parte dei funzionari. Ne deriva che le imprese devono interpellare diversi uffici e molti interlocutori, che spesso non sanno esattamente cosa fare: l’errore è dietro l’angolo e spesso si può confondere con la malafede. Esempio lampante è il codice degli appalti, un groviglio di leggi in cui spesso i funzionari si perdono per timore di incorrere in reati. – FONTE
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