Vertice sui migranti, Conte: “Chi sbarca in Italia sbarca in Europa”. Merkel “La responsabilità è di tutti” Ma nessuno accordo!

25/06/2018 – Nessuna decisione operativa né documento finale di sintesi – come del resto era previsto – al vertice informale di Bruxelles sulla questione migranti. Il premier Giuseppe Conte valuta comunque positivamente il complicato summit a 16, con i leader europei divisi su molti temi, che ha preceduto il Consiglio europeo di fine mese. “Si è conclusa la riunione informale sul tema migrazione a Bruxelles e rientriamo a Roma decisamente soddisfatti. Abbiamo impresso la giusta direzione al dibattito in corso. Ci rivediamo giovedì al Consiglio europeo”, scrive su Twitter il presidente del Consiglio, dopo aver lasciato Palais Berlaymont, la sede del summit.

Merkel: non lasciare da soli Paesi di primo approdo “Siamo tutti d’accordo: non si possono lasciare da soli i Paesi di primo arrivo e d’altro canto migranti e profughi non possono scegliere in quale Paese fare richiesta di asilo”, dice la cancelliera tedesca dopo il vertice informale. Angela Merkel ha ribadito come la responsabilità debba essere spalmata tra tutti i Paesi Ue e ha aggiunto che “quando possibile vogliamo trovare soluzioni europee. Laddove non sia possibile, vogliamo sviluppare insieme a quelli che sono disponibili un comune piano di azione”. Abbiamo trovato “molta buona volontà” per discutere e superare i disaccordi sul tema migranti, ha spiegato Merkel, evidenziando anche la convergenza registrata sulla necessità del rafforzamento delle frontiere esterne e sul fatto che “nessun Paese deve prendersi il peso da solo”.

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Macron: proposta Conte coerente. Ma c’è chi gioca con la paura “Il presidente del Consiglio Conte ha espresso una posizione ed è stato coerente con l’insieme delle discussioni al tavolo”, ha commentato il presidente francese Emmanuel Macron al termine della mini riunione. “Ma a volte – ha aggiunto – sento cose dalla stampa che non sono la stessa cosa…”. Poi: la discussione ha “permesso di escludere le soluzioni non conformi ai nostri valori, le soluzioni che chiedevano tattiche di respingimento. Le soluzioni non conformi al diritto internazionale umanitario e al diritto europeo non sono state ritenute come pertinenti”. E infine: “Alcuni cercano di strumentalizzare la situazione dell’Europa per creare una tensione politica e giocare con le paure”. La mia posizione è che non nasconderò mai la verità ai miei concittadini”, ma che bisogna “avere una posizione efficace ed umana”.

Sanchez: conversazione franca, passi avanti “La sensazione che ho avuto partecipando alla riunione odierna è stata positiva”, ha confermato il premier spagnolo Pedro Sanchez. “Abbiamo trovato dei punti di unione e abbiamo fatto un buon passo in avanti. La conversazione è stata franca, ma tutti siamo concordi nell’avere una visione europea e su come affrontare il tema migranti”.

Muscat: meglio del previsto la servono decisioni operative. – La riunione informale sulle migrazioni a Bruxelles “è andata meglio di quanto ci aspettavamo. Tutti noi abbiamo esposto le nostre idee in modo molto chiaro. Spero davvero che serva allo scopo di metterci in grado di comprenderci meglio per la prossima settimana”, dice il premier maltese Joseph Muscat al termine dei lavoro. “Quello che serve sono azioni operative: ci sono persone in mare, siamo in una situazione in cui se non prendiamo decisioni nei prossimi giorni la situazione subirà un’escalation. Quello che ho sentito oggi e le cose sulle quali abbiamo trovato convergenze sono il segno che c’è probabilmente la volontà di andare verso un qualche cambiamento operativo”.


Vertice concluso senza documento finale. – Si è dunque concluso senza decisioni né documento di sintesi il vertice dei 16 Paesi Ue sui migranti al Palais Berlaymont. La riunione era sta concepita suddivisa in tre round: il primo sulla dimensione esterna del dossier, il secondo sul controllo delle frontiere esterne e il terzo sulla dimensione interna, tema che include anche movimenti secondari e redistribuzione dei migranti.  Il vertice, dopo una lunga sessione dedicata al primo round e aperto con l’illustrazione, da parte di Conte, della proposta italiana, nel tardo pomeriggio ha poi avuto una netta accelerazione dedicando molto meno tempo al secondo e terzo round. Nel corso del vertice, oltre a quella italiana, è emersa anche la proposta franco-spagnola stilata ieri nel corso dell’incontro tra Emmanuel Macron e Pedro Sanchez. Proposta che, a dispetto della strategia italiana, prevede di tenere nei Paesi europei i “centri chiusi” di accoglienza. Con l’Italia che ha ribadito il suo “no” alla proposta franco spagnola. Fonti del governo italiano si dicono, pur nella mancanza di un passo avanti concreto, soddisfatti per aver ottenuto, nel corso del vertice, che il tema dei movimenti secondari non sia stato trattato in maniera prioritaria rispetto all’emergenza sbarchi.


La proposta dell’Italia. – La proposta italiana conta di dieci punti: dai Paesi di primo sbarco ai centri di protezione e accoglienza. E mira a “una puntuale politica di regolazione dei flussi che sia realmente efficace e sostenibile e al totale superamento del regolamento di Dublino, che noi riteniamo” legato “ad un quadro emergenziale” quando invece vogliamo una gestione “strutturale”, ha detto il premier Giuseppe Conte. “L’Italia in Europa è chiamata ad una sfida cruciale. E vi garantisco che sarà un radicale cambio di approccio sul tema”. Centri di accoglienza in più Paesi europei e non solo in Italia o Spagna. E’ questo l’ottavo punto della proposta secondo la quale nel momento in cui, nonostante il primo filtro posto in Africa, i migranti riescano ad arrivare sulle coste italiane, a farsene carico non pò essere solo l’Italia o la Spagna. Il meccanismo, spiegano le stesse fonti, prevede quindi una ripartizione obbligatoria di chi sbarca in maniera illegale sulle coste meridionali europee. Con l’applicazione della proposta italiana sui flussi migratori, il tema dei movimenti secondari diventa quasi “ininfluente”.

Nel documento si legge: attuando i sette principi precedenti, “gli spostamenti intra-europei di rifugiati sarebbero meramente marginali. Così i movimenti secondari potranno diventare oggetto di intese tecniche tra i Paesi interessati”. Ribadito il  ‘no’ alla proposta franco-spagnola, in particolare agli hotspot nei Paesi europei. Conte ha sottolineato con forza che i Paesi di primo approdo come Italia, Grecia e Spagna non possono diventare il campo profughi d’Europa. “Centri di protezione internazionale nei Paesi di transito. Per valutare richieste di asilo e offrire assistenza giuridica ai migranti, anche al fine di rimpatri volontari. A questo scopo l’Ue deve lavorare con UNHCR e OIM.

Perciò è urgente rifinanziare il Trust Fund UE-Africa (che ha attualmente uno scoperto complessivo di 500milioni di euro) che incide anche su contrasto a immigrazione illegale su frontiera Libia-Niger”. Libia e Niger sarebbero dunque le possibili sedi dei centri di protezione che, secondo l’Italia devono essere “a gestione europea”. La parola hotspot, si sottolinea ancora, non è stata usata dal premier Giuseppe Conte al vertice tra i 16 Paesi Ue: si tratterebbe, comunque, di centri in cui sono esaminate le richieste di asilo di chi vi arriva. L’Italia chiede inoltre di “scindere tra porto sicuro di sbarco e Stato competente ad esaminare richieste di asilo”.

Fonte: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/vertice-sui-migranti-Conte-Impressa-la-direzione-giusta-Merkel-La-responsabilita-di-tutti-1b1055b4-f1ce-4252-8e27-2eafa06f39b1.html
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