Progettava un attentato in Italia: arrestato nel napoletano, faceva parte di un gruppo di 13 miliziani arrivati in Italia

26/06/2018 – Un altro cittadino del Gambia, Sillah Osman di 34 anni, richiedente asilo in Italia, è stato arrestato nel Napoletano nel corso di un’operazione congiunta antiterrorismo di polizia e carabinieri. Era sbarcato nel 2017 in Sicilia e successivamente era transitato per la Puglia. Dalle indagini è emerso che, come il connazionale arrestato nelle scorse settimane a Pozzuoli, Alagie Touray, era arrivato in Europa per colpire dopo un lungo addestramento in Libia per azioni terroristiche. Collegato a gruppi di matrice islamica, gli avevano insegnato, in particolare, a usare armi da fuoco ed esplosivi, a uccidere persone con il coltello o investendole con un automezzo. Il gip ha già convalidato l’arresto.

Faceva, dunque, parte di un gruppo approdato in Italia un anno fa, un gruppo legato all’Isis e pronto a colpire in Italia e in Europa.Decisiva nel corso di questa inchiesta la Collaborazione offerta da Alagie Touray, che in questi mesi ha fornito la propria testimonianza rafforzando le indagini della Procura di Napoli.

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Sillah Osman nei giorni scorsi ha messo in apprensione le forze di polizia che da tempo lo tenevano sotto controllo: si è aggregato a una processione religiosa, in una località pugliese, seguito dai poliziotti e dai carabinieri i quali hanno temuto che stesse per entrare in azione. Alla fine, però, ha abbandonato la processione. La circostanza è stata resa nota nel corso di un incontro, nella Procura di Napoli, convocato per spiegare l’attività investigativa interforze di Polizia di Stato e Carabinieri del Ros coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli. Sillah è stato individuato grazie al telefono cellulare sequestrato ad Alagie Touray, preso lo scorso 20 aprile davanti alla moschea di Licola. È stato convocato a Napoli in quanto aveva chiesto protezione internazionale: con questo stratagemma è stato identificato e poi fermato. Il gip ha già convalidato l’arresto. Adesso si trova ristretto in una struttura carceraria.


«Ha riferito di sentire la voce di Allah, in una telefonata alla moglie, in Gambia, si è definito un soldato di Dio». Lo ha detto il procuratore di Napoli Giovanni Melillo in un incontro con i giornalisti in riferimento al profilo psicologico di Sillah Osman. Sillah ha manifestato un profilo psicologico particolarmente incline ai dettami dell’Isis. «Insieme all’altro gambiano preso lo scorso 20 aprile davanti ad una moschea a Licola, nel napoletano, ha sostenuto un duro addestramento durato due mesi in Libia durante il quale ha sviluppato tecniche terroristiche, capacità nell’uso delle armi, resistenza alla fame, alla sete e alla paura, in un contesto particolarmente difficile qual è il deserto libico». «L’addestramento – ha detto ancora il procuratore di Napoli Giovanni Melillo – è stato spesso interrotto dalle incursioni militari degli eserciti anti-Isis».

« Napoli: arrestato un gambiano, sbarcato in Sicilia nel 2017, accusato di esser legato all’Isis e pronto a colpire l’Italia. Meno male che non esisteva nessun legame tra immigrazione e terrorismo. Unica soluzione per fermare i barconi e i potenziali terroristi: #BloccoNavaleSubito». È quanto ha scritto su twitter il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.
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