Condannato per mafia gestiva le coop di migranti: Trapani, arrestato l’ex deputato Udc Fratello

05/07/2018 – Intestava a prestanomi le quote e le cariche sociali delle sue quattro cooperative ad Alcamo per l’accoglienza di migranti. E uno di questi era suo fratello Salvatore. Onofrio Fratello, detto Norino, ex deputato all’Ars dell’Udc, è stato arrestato e trasferito in carcere per intestazione fittizia di beni e bancarotta fraudolenta. Altri due gli arrestati, ai domiciliari, suoi fidati collaboratori. Per il fratello Salvatore è stato disposto l’obbligo di dimora. Altri sei gli indagati.

L’ex deputato regionale Udc nel 2005, quando era consigliere comunale ad Alcamo, venne coinvolto nell’operazione “Peronospera” e, dopo le confessioni del collaboratore di giustizia Mariano Concetto, patteggiò una condanna a diciotto mesi di reclusione per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Fratello ammise “il costante contatto con i vertici della cosca mafiosa di Marsala, nella persona del reggente Natale Bonafede, nonché con altri esponenti di spicco di Cosa nostra». Nel 2011 esplose la polemica quando Onofrio Fratello decise di riprovarci con la politica.

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Così come prevede la legge, Fratello aveva chiesto la riabilitazione e il tribunale di sorveglianza di Palermo, con i nullaosta della Dda e della questura di Trapani, gliel’aveva concessa. Dal 2006 al 2011 l’ ex deputato regionale aveva sempre osservato una buona condotta. Stamattina l’arresto.

E proprio dalla sua condizione di pregiudicato per reati di mafia nascono le accuse a suo carico. Fratello si garantiva il duplice vantaggio di occultare i proventi derivanti dalle sue cooperative e di evitare di comunicare le variazioni patrimoniali, conseguenti a tali partecipazioni, come imposto dalla legge ai soggetti condannati per il delitto di associazione di tipo mafioso.

I carabinieri del comando provinciale di Trapani hanno anche accertato una serie di manovre illecite attuate da Fratello con la complicità di due soggetti a lui vicini – anch’essi tratti in arresto e sottoposti agli arresti domiciliari – finalizzate a trasferire beni e servizi di una società sportiva di sua proprietà, dichiarata fallita nel 2015, ad altra società da lui costituita ed intestata ad uno dei complici. L’unica finalità era quella di eludere la normativa fallimentare, integrando così la condotta di bancarotta fraudolenta per distrazione.

I carabinieri del comando provinciale di Trapani stanno eseguendo un’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip del tribunale di Trapani, su richiesta della Procura, nei confronti dei quattro indagati. Sono in corso anche le notifiche di sei informazioni di garanzia. L’operazione, chiamata “Brother”, è l’esito di un’articolata attività d’indagine condotta dai carabinieri del comando provinciale di Trapani, sotto il coordinamento della procura. Sono in corso le operazioni di perquisizione nelle cooperative e nelle abitazioni dei prestanome dell’ex onorevole. [Repubblicia.it]
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