Terremoto, assegnati i fondi degli Sms solidali: polemica per i 3 milioni alla grotta sudatoria di Acquasanta

25/07/2018 – Arriva l’ultima assegnazione della prima tranche dei fondi raccolti con gli sms inviati dagli italiani dopo il terremoto del Centro Italia. Il comitato dei Garanti ha deliberato a Roma lo scorso 12 giugno lo stanziamento di 3 milioni di euro degli sms solidali destinati alla piscina e alla grotta sudatoria di Acquasanta Terme (Ascoli Piceno), Comune colpito dal terremoto del 2016. A darne notizia sulla pagina Facebook del Comune è il sindaco Sante Stangoni.

Il caso degli sms solidali e della loro destinazione si era concluso lo scorso settembre quando, dopo le critiche mosse dall’allora sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi sull’assegnazione dei fondi, erano stati resi noti i progetti che avrebbero beneficiato delle donazioni, tra questi anche la grotta sudatoria che fin da subito aveva fatto discutere.

Diciassette in tutto i progetti finanziati con il contributo degli italiani attraverso il numero 45500 e il conto corrente dedicato all’emergenza, tranne la grotta sudatoria sono stati tutti approvati il 17 luglio dal Comitato dei garanti istituito con decreto dal capo del Dipartimento della Protezione Civile. Nei prossimi mesi dovrebbe essere comunicata una nuova tranche di opere finanziate.

Suddiviso per regioni lo schema di assegnazione pubblicato sul sito della Protezione Civile inizia con le Marche. Qui i finanziamenti sono andati alle scuole di Sant’Angelo in Pontano, Pieve Torina e Montegallo, alla sede comunale di Arquata del Tronto, alla realizzazione di un’area produttiva a Visso, all’ampliamento della strada Statale ex238 e alla costruzione di sette elisuperfici in vari comuni. Ma non solo. Se dall’elenco è sparita la pista ciclabile che aveva scatenato la rivolta dei comitati deli terremotati, è rimasto invece presente il recupero della Grotta sudatoria di Acquasanta Terme.

Tre milioni di euro, tra le cifre più alte destinate a una singola opera, inizialmente in attesa di essere assegnati per approfondimenti istruttori ma lo scorso 12 giugno definitavamente sbloccati. Sul tema anche la Corte dei Conti Marche aveva espresso perplessità lo scorso ottobre, soprattutto in considerazione della necessità di ulteriori risorse per il finanziamento dell’opera pari a oltre 400mila euro.

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La grotta, insieme a una piscina di acqua sulfurea, è inserita all’interno di una struttura alberghiera in stile liberty, il tutto abbandonato dagli anni ’90. Passato da una gestione di privati alla revoca della concessione con una sentenza del 2008 del Tar, il complesso è attualmente una proprietà pubblica ed stato nominato tra i luoghi del cuore del Fai.

“Siamo contrariati dalle scelte fatte. Non capiamo come sia possibile che con tutte le esigenze ancora vive tra le popolazioni terremotate si possa pensare di spendere tre milioni di euro per riabilitare una grotta sudatoria chiusa da venti anni non certo a causa del sisma. Ben venga il rilancio turistico ma non crediamo opportuno che si sfrutti la generosità degli italiani per colmare mancanze delle amministrazioni locali”, spiega Francesca Mileto del comitato Terremoto Centro Italia.

Ma non solo. Tra le opere finanziate nel Lazio appaiono le scuole Poggio Bustone, Rivodutri e Collevecchio. “Altro motivo di sconforto è pensare che i soldi donati dagli italiani per le persone colpite dal terremoto del Centro Italia finiscano per la messa in regola di una scuola a Collevecchio, un comune non presente all’interno del cratere”.

In Umbria le donazioni andranno ai centri della comunità di Norcia, Vallo di Nera, Cascia e Preci; ai beni culturali mobili di varie province e alla dotazione scuole dei territori della Valnerina. In Abruzzo serviranno al liceo scientifico di Corropoli e ai centri della comunità di Capitignano. “Il rifacimento delle scuole non dovrebbe arrivare dal paniere degli sms solidali degli italiani ma da quello del governo”, continua Francesca Mileto.

Nonostante l’approvazione dei progetti da parte del Comitato dei garanti sia avvenuta lo scorso luglio i comitati hanno continuato a incontrare le parti nel tentativo di far confluire le donazioni verso interventi ritenuti prioritari dalle popolazioni che rappresentano. “Abbiamo consigliato di comprare turbine, assenti in molti comuni dell’area al punto che lo scorso inverno furono chieste in prestito dal Friuli, o di creare centri di aggregrazione per le popolazioni che vivono ancora profondi disagi psicologici legati alla difficile vita sociale”, concludono i comitati. – FONTE
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