Messina, scoperto comitato d’affari. Arrestati politici e imprenditori

02/08/2018 – La Dia di Messina sta eseguendo diverse ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip nei confronti di politici messinesi, esponenti della criminalità locale, imprenditori e faccendieri. Sono in corso anche sequestri di imprese e beni immobili per un valore di svariati milioni di euro.
L’inchiesta, denominata ‘Terzo livello’ e coordinata dalla Procura di Messina diretta dal procuratore Maurizio de Lucia, ha svelato l’esistenza di un comitato d’affari che per anni ha gestito la cosa pubblica nella città dello Stretto.

GLI ARRESTI – Sono in tutto 13 le misure cautelari emesse nell’ambito dell’operazione. Tra le persone coinvolte anche l’ex presidente del consiglio comunale di Messina Emilia Barrile, imprenditori ed esponenti di società miste messinesi. All’ex presidente del consiglio comunale Barrile è contestato il reato di associazione a delinquere e altro. Tra le persone coinvolte anche imprenditori, ed ex esponenti delle società partecipate del Comune di Messina come Atm. Le indagini hanno riguardato quattro anni di gestione della cosa pubblica. Le indagini avrebbero svelato una rete di rapporti clientelari e affaristici nella gestione della cosa pubblica. Nello stesso tempo sono in corso ingenti sequestri che colpiscono imprese e beni immobili, per un valore di numerosi milioni di euro.

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IL PRESIDENTE MUSUMECI – “Grande rispetto e apprezzamento per il lavoro della magistratura – commenta il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – Ormai non mi sorprende più nulla. La relazione della commissione regionale Antimafia relativa al consiglio comunale di Catania del 2016 evidenziò l’esigenza di dovere regolamentare l’attività dei patronati che, comunque, non va criminalizzata. In alcuni casi, però, per fortuna pochi, i patronati diventano luoghi di condizionamento del libero consenso elettorale”.

MATTEO MESSINA DENARO – Intanto la Guardia di finanza di Palermo e i Carabinieri del Ros hanno sequestrato beni immobili e disponibilità finanziarie per oltre 60 milioni di euro a Giovanni Savalle, esperto fiscale-tributario e imprenditore del settore alberghiero e immobiliare ritenuto vicino al boss latitante Matteo Messina Denaro. L’inchiesta che ha portato al maxi sequestro è stata coordinata dalla Dda di Palermo. Il provvedimento è stato disposto dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Trapani.

Tra i beni sequestrati a Giovanni Savalle c’è anche la struttura dell’ex hotel Kempisky, resort di lusso di Mazara del Vallo. L’immobile e tutta l’area con terreno e piscina finiti sotto sequestro erano di Savalle. L’attività, gestita da una società totalmente estranea all’indagine, resta però in funzione. La società subentrata a Savalle ha in affitto la struttura dall’amministratore giudiziario a cui paga il canone. – FONTE
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