“È stato in galera per spaccio”. Sotto accusa il prete amico della Boldrini

18/09/2018 – Non è la prima volta che le vicende di padre Mussie Yosief Zerai attirano l’attenzione della stampa. La denuncia arriva dal quotidiano La Verità, che avrebbe scoperto una condanna per spaccio di droga a carico del prete eritreo Yosef Mussie Zerai, noto per la sua militanza pro-immigrazione accanto a Laura Boldrini, meglio noto come il Mosè dei migranti. Dal 2011 don Zerai vive tra Roma e la Svizzera, dove segue 14 comunità eritree sparse in vari centri. Nel 2015 è stato persino candidato al premio Nobel per la pace. Alcuni mesi fa era finito nel registro degli indagati della procura di Trapani per «favoreggiamento dell’immigrazione clandestina».

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La condanna per spaccio di droga risale al 1994
Secondo quanto pubblicato dal quotidiano diretto da Maurizio Belpietro padre Zerai, prima di prendere voti e abito talare, sarebbe finito in carcere a Roma, nel 1994. Il capo d’imputazione? Concorso in detenzione ai fini di spaccio di 2,2 chilogrammi di hashish. Se la sarebbe cavata, grazie al rito abbreviato, con una condanna a due anni e con una multa a dieci milioni di lire. Di quel “peccato” di gioventù, all’epoca aveva appena 19 anni, il prete africano non ha mai fatto menzione nella sua biografia. Eppure di peccatori trasformati in santi è piena la storia del cattolicesimo e uno degli eroi della letteratura è quel Fra Cristoforo di cui Manzoni racconta addirittura un omicidio, prima del cammino esemplare. Una storia di redenzione che poteva rendere forse più simpatico don Zerai, tanto mite verso i migranti quanto intollerante contro tutti coloro che non la pensano come lui. Ma la storia finora non era mai venuta fuori.



Un caso di omonimia? Padre Zerai è irreperibile
Contattato dai giornalisti de La Verità, padre Zerai ha negato di essere lui la persona condannata. Quindi si è reso irrintracciabile. A lasciare il beneficio del dubbio, un’incongruenza nei documenti citati dal quotidiano. «Ci sono impressi il numero del registro generale delle notizie di reato (il fascicolo di Zerai è il 6939 del 1994) e quello del registro dell’ufficio del gip (7307/94)». La data di nascita di Zerai è diversa: (in un atto risulta nato il 26 febbraio 1975) in un altro il 25 giugno 1975. Padre Zerai è nato nel 1975, quindi l’anno di nascita corrisponde. Forse un caso di omonimia? Al momento, il silenzio e l’irreperibilità del sacerdote eritreo non aiutano a fare luce sull’imbarazzante vicenda. [IlSecolodItalia.it]
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