Trovati 700 kg di sigarette di contrabbando sulla nave militare rientrata dalla Libia

20/09/2018 – Era partita dalla Spezia alla fine di marzo, per dare supporto logistico e tecnico alle unità navali libiche che controllano le rotte dei migranti. Aveva sostituito nave Capri nell’ambito della missione bilaterale fra Marine Militari. A sorpresa, nella via del rientro, su nave Caprera sono stati scoperti 700 chilogrammi di sigarette di contrabbando. Ben 3600 stecche chiuse in 72 scatole. E tre inchieste, una della Procura militare, una della giustizia ordinaria ed una terza interna alla Marina Militare, dovranno accertare a chi fosse diretto il carico e come sia stato possibile imbarcare tutte quelle sigarette su un’unità impegnata sul fronte dell’immigrazione clandestina.

A violare la cortina del silenzio è stato ieri l’inviato de Le Iene Luigi Pelazza. E i vertici militari hanno confermato la notizia. A preoccupare è soprattutto l’origine del carico.

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Davanti alla Libia operano i trafficanti di esseri umani. «E – sottolinea Pelazza – un eventuale contatto potrebbe esporre a un rischio di ricatto, di compensazione, se dietro l’affare c’è chi si muove al di là dei confini della legalità».

Domande aperte, nelle mani della magistratura. Il servizio delle Iene sarà trasmesso il 30 nella prima puntata della nuova serie. Pelazza anticipa di aver raccolto testimonianze, e formula ipotesi aperte, sul possibile ruolo di qualche scafista. Non si sa. Lo Stato Maggiore della Marina, da parte sua, precisa che gli scatoloni sono stati «rinvenuti dal comandante». Massima – afferma la Marina – è stata la collaborazione con l’autorità giudiziaria, con«un approccio limpido nella prevenzione, nel controllo e nella repressione di eventuali comportamenti illeciti».



Potrebbe trattarsi di un’ iniziativa personale di qualcuno interessato ad arrotondare lo stipendio. Certo è che l’episodio, avvenuto su una unità strategica non poteva sperare di passare inosservato. E la notizia del sequestro avrà gelato chi aspettava il carico, forse proprio alla Spezia, dove l’unità ha la sua postazione base. Le tre indagini parallele, appaiono destinate a sollevare parecchio clamore all’interno della Marina. Fra l’altro, Nave Caprera – come sottolineato di recente dal comandante in capo della squadra navale, ammiraglio Donato Marzano – in questi mesi ha rivestito un ruolo di sostegno alle forze navali libiche, come contenitore di tecnologia, con computer, radio e capacità satellitari. – FONTE
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