E’ Lui il Super Paperone, Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Atlantia e Autostrade per l’Italia

30/09/2018 – Leggere quanti soldi prendono i top manager in un anno è come atterrare su un altro pianeta. Per quanto lavori, un comune mortale non riuscirà mai a mettere insieme somme del genere. È stato calcolato che in Europa i compensi di questi “extraterrestri” siano pari a 350/400 volte lo stipendio medio nazionale (negli Stati Uniti si arriva a 500 volte). E spesso a queste cifre da capogiro non corrispondono risultati così eclatanti in termini di buon andamento dei conti aziendali. Lasciando da parte le medie di settore, che sanno parlare solo in termini generali, tuttoTrasporti ha deciso di andare a scovare per nome e cognome tutti i Paperoni delle società di trasporto quotate in borsa, che hanno quindi l’obbligo di rendere pubblici i compensi dei propri vertici. Il primo classificato con 5,77 milioni di euro è Giovanni Castellucci, numero uno di Atlantia (gruppo che controlla al 100% Autostrade per l’Italia). E sopra l’asticella dei 3 milioni si trovano pure Marco Tronchetti Provera (3,85 milioni, Pirelli), Sergio Marchionne (3,42 milioni, Fiat) e Luca Cordero di Montezemolo (3,39 milioni, Fiat). Sono solo alcuni dei risultati emersi dall’inchiesta pubblicata sul numero di luglio-agosto, dove si possono leggere i nomi di oltre 70 top manager del settore dei trasporti con relativi stipendi (importi al lordo delle tasse e non comprensivi di compensi azionari).

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La biografia di Giovanni Castellucci
Tra i vari top manager italiani, in pochi in questo momento vorrebbero essere al posto di Giovanni Castellucci che, da anni, guida Atlantia che vede come suo principale asset la tanto discussa Autostrade per l’Italia.

Nato a Senigallia in provincia di Ancona il 23 luglio del 1959, sposato con due figli, Castellucci è uno dei principali dirigenti d’azienda nostrani tanto che nel 2008 è stato inserito nella top ten dei manager più pagati grazie a uno stipendio lordo da 5,853 milioni.

Presa la maturità classica nel liceo della sua città e una laurea in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Firenze, con 110 e lode, ha ottenuto anche il master in Business Administration alla Bocconi di Milano.

Terminati gli studi, entra nel mondo del lavoro nel 1985 presso una piccola società di ingegneria, per passare poi nel 1988 alla Boston Consulting Group, una grossa multinazionale americana di consulenza.

Lavorando nelle sedi di Parigi e Milano, Giovanni Castellucci rimane alla Boston Consulting Group fino al 1999. L’anno successivo arriva il grande salto con la nomina ad amministratore delegato del gruppo Barilla. L’esperienza alla Barilla però dura giusto un anno, visto che la famiglia Benetton lo chiama a ricoprire il ruolo di direttore generale di Autostrade per l’Italia S.p.A, diventandone poi l’amministratore delegato e ricoprendo lo stesso incarico dal 2006 anche con Atlantia, società che detiene il 100% di Autostrade.



La tragedia di Genova
Fino a qualche settimana fa sia Autostrade per l’Italia che Atlantia erano due società che macinavano utili: rispettivamente per quanto riguarda il 2017 pari a 998 milioni la prima e 1,1 miliardi la seconda.

“Non mi risulta che il ponte fosse pericoloso e che andasse chiuso – fu il commento a caldo di Castellucci dopo il crollo del ponte Morandi – Autostrade per l’Italia ha fatto e continua a fare investimenti”.

Dopo 22 giorni di indagini, la Procura di Genova ha iscritto venti persone nel registro degli indagati: oltre ad Autostrade per l’Italia, c’è anche Giovanni Castellucci insieme a altri sette dirigenti della società.

Una tragedia questa che ha fatto precipitare il titolo di Atlantia. La società ora, oltre ad aver dichiarato di essere pronta a ricostruire il ponte in cinque mesi, è in attesa di conoscere quali saranno le mosse del governo che sembrerebbe intenzionato a imboccare la strada della revoca della concessione ad Autostrade. – FONTE
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