Torna l’incubo del colera a Napoli, la corsa al vaccino di Sant’Arpino

05/10/2018 – La notizia è arrivata a Sant’Arpino, piccolo centro alle porte di Aversa, nel primo pomeriggio di ieri. «Due residenti ricoverati a Napoli per malattie infettive. Sono bengalesi, mamma e figlio di due anni. Abitano nella zona aL confine con Orta di Atella». Le frasi sono passate di bocca in bocca. Il sindaco, massima autorità sanitaria comunale, avvertito per vie ufficiali. La città è ospitale da sempre con le comunità straniere, ma la notizia ha scatenato il panico con il diffondersi della voce.

Ma dall’Asl casertana era già partito il piano di prevenzione. Il manager Mario De Biasio, aveva preso tutti i contatti e avviato vaccinazioni e precauzioni con i familiari e con chi era venuto in contatto con mamma e figlio. Quando a Sant’Arpino si è saputo, già da ore De Biasio aveva attuato il piano a livello locale mandando a prendere fino a casa gli interessati, il padre, gli altri due figli, chi li ha incontrati. «Mi sono messo subito in contatto con i colleghi a Napoli – puntualizza De Biasio -. Abbiamo concordato che pericoli non ce ne sono, anche perché siamo in una fase di accertamento. Ma con le vaccinazioni fatte, con le precauzioni prese possiamo stare tutti più tranquilli e dire che gli allarmismi sono inutili».

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Immediatamente è stata allertata la Asl competente e sono state attivate tutte le procedure previste dai protocolli”. Si legge in una nota dell’Azienda Ospedaliera dei Colli su casi di Colera registrati a Napoli all’ospedale Cotugno. “I contatti familiari del caso indice sono stati già individuati e sono attualmente sotto stretta osservazione sanitaria. Attualmente, entrambi i pazienti sono in condizioni stazionarie. La situazione è del tutto sotto controllo” ha detto Antonio Giordano, commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera dei Colli Monaldi – Cotugno – CTO.

“Il colera è una malattia infettiva acuta causata da batteri della specie Vibrio Cholerae, provoca diarrea profusa causata dall’infezione dell’intestino e, spesso, è asintomatica o paucisintomatica. La trasmissione può avvenire per ingestione di acqua o alimenti contaminati dal batterio, mentre il contagio diretto avviene per trasmissione oro-fecale ed è molto raro in condizioni igienico-sanitarie normali.

L’incubazione varia da 1 a 5 giorni e la malattia si manifesta con diarrea improvvisa e forte vomito che portano a una rapida disidratazione” ha concluso la nota dell’Azienda Ospedaliera dei Colli su casi di Colera registrati a Napoli all’ospedale Cotugno.

Le condizioni della donna non destano alcuna preoccupazione. Più serie quelle del bimbo, che – trasferito al Cotugno dall’ospedale pediatrico Santobono – è stato ricoverato fino a stamattina in rianimazione.

Il colera è una malattia infettiva acuta causata da batteri della specie Vibrio Cholerae, provoca diarrea causata dall’infezione dell’intestino: la trasmissione può avvenire per ingestione di acqua o alimenti contaminati dal batterio, mentre il contagio diretto avviene per trasmissione oro-fecale ed è molto raro in condizioni igienico-sanitarie normali.

L’incubazione varia da uno a cinque giorni e la malattia si manifesta con diarrea e vomito che portano a una rapida disidratazione

Borrelli: «Situazione sotto controllo»
Dopo i due casi di colera registrati in Campania in una donna e nel figlio di due anni, immigrati residenti a Sant’Arpino e rientrati da poco dal Bangladesh registrati al Cotugno – dichiara il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli membro della commissione sanità in Regione – ho immediatamente contattato il commissario straordinario dell’azienda ospedaliera, Antonio Giordano dal quale ho avuto ampie rassicurazioni sull’operato della struttura ospedaliera.

Infatti tutti i familiari e le persone che potenzialmente sono state e contatto con le due persone infettate sono state portate in ospedale per dei controlli e per verificare se sono state contagiate. Attualmente le prime analisi hanno dato esisti negativi e la situazione appare sotto controllo. Voglio ringraziare pubblicamente il personale dell’ospedale per il lavoro attento e scrupoloso e la grande professionalità con cui stanno gestendo questa vicenda. Ovviamente seguiremo con la massima attenzione l’evolversi della situazione”. FONTE
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