Pace fiscale, Salvini: “Il decreto resta così. No a nuovo Cdm”. Ma Conte: “Sabato nuovo vertice con il risultato rilettura”

18/10/2018 – Il decreto resta, altro che Consiglio dei minitri bis. Anzi no: il decreto torna a Palazzo Chigi. Si alza il livello dello scontro all’interno dell’esecutivo sul dl fiscale. Sono completamente opposte, infatti, le dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini e del premier Giuseppe Conte. “Sabato mattina ci sarà un consiglio dei ministri perché porterò il risultato della rilettura e avremo quindi la possibilità di confermare il testo o, nel caso dirimere qualche dubbio politico che è sorto”, dice il presidente del consiglio durante la conferenza stampa convocata dopo il vertice europeo. “Sabato – ha ripetuto – ci sarà un Consiglio dei ministri, ho convocato il vertice per diradare qualche dubbio politico sorto e al cdm porterò il risultato delle verifiche in piena trasparenza”

Una dichiarazione che smentisce su tutta la linea le frasi pronunciate da Salvini poco prima. Il ministro dell’Interno aveva escluso qualsiasi ipotesi di Consiglio dei ministri bis: “Domani inizio a Cles la mattina e finisco a Trento a tarda notte. Sabato mattina sono a Cernobbio. Domenica ho il derby, entro in clima derby e non posso occuparmi di altro”. Per Salvini, infatti, “il decreto resta. Non possiamo approvare un decreto e modificarlo il giorno dopo. Ognuno prenda le sue responsabilità”. Di più: “Non si può costruire di giorno e smontare di notte. Non ci sono regie occulte, invasioni degli alieni oppure scie chimiche“. E ancora: “È un governo che non ha complotti contro. Stiamo per essere attaccati dall’Europa: se diciamo che il decreto è stato modificato la sera per la mattina da Batman o da Robin, è un problema”.

Il leader del Carroccio aveva replicato direttamente al viceministro dell’economia Laura Castelli (M5s) che aveva parlato chiaramente di “problema politico“. Il messaggio è molto chiaro: “Lunedì prima del Consiglio dei ministri c’è stato un tavolo politico in cui l’accordo raggiunto prevedeva nessun condono penale e niente scudo fiscale sui capitali esteri – ha detto la Castelli – Adesso Garavaglia e la Lega ci dicono che approvano una norma che introduce condoni penali e scudi fiscali per capitali all’estero? Allora c’è un problema politico“. La stessa linea tracciata da Riccardo Fraccaro: “Nel testo del decreto fiscale sono state inserite norme non concordate in Consiglio dei Ministri. Se qualche nostalgico del passato pensa di fermare il cambiamento si sbaglia, quelle norme spariranno. Alle Camere invierò solo un testo pulito: con noi niente scudi né condoni”, dice il ministro per i Rapporti con il Parlamento. Come si poteva sanare una frattura simile? Un’ipotesi l’avevano tracciata alcune fonti interne al Movimento 5 Stelle, che avevano messo sul tavolo un’ipotesi: convocare per domani un “consiglio dei ministri bis” per esaminare per la seconda volta il testo del decreto fiscale. Ipotesi totalmente esclusa da Salvini: “Cosa fatta capo ha. Io quando prendo impegni con Di Maio e i cittadini li mantengo. Che ne so io di chi è la manina? Io ricordo che quello di cui abbiamo discusso per ore e ore nel Cdm, poi ho ritrovato scritto, con l’accordo di tutti: lo abbiamo votato tutti. Se qualcuno ha idee diverse, lo dica. Che facciamo, riconvochiamo i Cdm ogni quarto d’ora? Sul decreto Genova, sul decreto dignità, come anche quello sulla sicurezza si trova la quadra e si va avanti”, dice il leader della Lega.

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Che quindi fa tramontare definitivamente ogni ipotesi della “manina tecnica” (come accaduto per il caso della Croce Rossa). A questo punto dunque la questione del colpo di spugna per i riciclatori di denaro nella pace fiscale si va a inserire direttamente nei rapporti tra i due alleati di governo. Mai prima d’ora l’equilibrio di maggioranza è stato così precario. Qualunque cosa sia successa e nonostante le dichiarazioni di fiducia incondizionata dello stesso Di Maio nei confronti del partner di governo, a dare il via allo scambio di accuse sono state innanzitutto le dichiarazioni di fonti anonime ma autorevoli della Lega citate da diverse agenzie di stampa, con cui è stata accolta con freddezza l’uscita del ministro del Lavoro a Porta a Porta: “Siamo gente seria e il testo è sempre stato quello, quello concordato“. Confermate da una prima dichiarazione ufficiale dello stesso Salvini: “Nessun trucco – ha detto in un’intervista a Repubblica – Legge di bilancio e decreto fiscale sono passati in consiglio dei ministri all’unanimità. Nessuno ha votato contro. Anche perché quello che chiamate condono, condono non è”. E, a sottolineare l’umore in maggioranza, ha rilanciato: “Piuttosto non mi piace questa storia della sanatoria a Ischia. Nel decreto Genova è stato inserito un condono per le case abusive di Ischia. Per carità, c’è stato un terremoto, però poi non puoi rivedere la tua posizione su Equitalia“.

Aveva preso le distanze anche l’altro viceministro dell’Economia Garavaglia, secondo cui “il testo lo conoscevano tutti. “. Diverso, invece, il parere dell’esponente leghista sui presunti aumenti delle assicurazioni Rc auto al Nord per effetto della manovra: “Una norma mai vista, né condivisa. Quindi, il problema non esiste”. A Di Maio, nel frattempo, è arrivato il sostegno a distanza dall’ex collega Alessandro Di Battista: “Intanto grazie a Luigi e alla denuncia che ha fatto un paio di porcate pro-evasori non passeranno. Consiglio a tutti di concentrarsi su questo. Io, da cittadino, mi sento di ringraziarlo perché è chiaro che finalmente c’è chi sa dire no. Farlo dall’opposizione era più facile. Farlo al governo dimostra il valore di un uomo”.

Resta il momento delicato tra i due leader della maggioranza, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. I due ieri non si sono mai sentiti, anche perché il capo della Lega era a Mosca. Secondo l’Ansa Di Maio ha cercato Salvini, senza successo. Così Conte – in remoto, da Bruxelles – ha bloccato tutto a tarda sera. Ma la Lega, anche se non in via ufficiale, ha espresso il suo stupore per un’uscita del genere dopo che la bozza del decreto sulla pace fiscale era nota ormai anche ai Cinquestelle. Alla base del testo – hanno aggiunto dal Carroccio – c’è un accordo politico: se salta quello, si ridiscute tutto, anche quello che non piace alla Lega, come il taglio alle pensioni d’oro. Dall’altra parte, però, nel M5s la base parlamentare vive con qualche disagio la forma della pace fiscale. Il primo confronto tra gli alleati di governo è atteso per oggi. E se lo scambio di battute tra i viceministri Garavaglia e Castelli ne è un’anticipazione, più che un confronto sarà uno scontro. Il tutto alla ricerca di una soluzione per permettere a Conte di “raccontare” la legge di Bilancio, come il governo dice ormai da settimane. Ad oggi, tuttavia, c’è solo un tira e molla di incertezze che potrebbero rendere il compito del premier più complicato. Il diretto interessato nel frattempo fa training autogeno: “Personalmente, più passa il tempo più mi convinco che la manovra è molto bella”. – FONTE
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