De Falco e Nugnes contro il Governo votano con FI e PD e Renzi li ringrazia. Fuori da M5S e dimissioni dal Senato

14/12/2018 – Gregorio De Falco ha votato a favore di un emendamento al Decreto Legge Genova presentato da Forza Italia che è passato con il voto di FI e PD, e quindi dello stesso De Falco e con l’astensione della Nugnes. L’emendamento è stato proposto dalla senatrice di Forza Italia Urania Papatheu durante la discussione del DL Genova alle commissioni Ambiente e Lavori pubblici del Senato, con il pretesto della lotta all’abusivismo edilizio. Il partito di Berlusconi in versione ecologica ancora non lo si era visto. Evidente quindi che si è trattato di una manovra strumentale orchestrata da FI e PD contro il Governo Conte sapendo di poter contare su De Falco e Nugnes, i quali consapevolmente si sono prestati per metterlo in minoranza. Si tratta di un accordo – nei fatti – dei due senatori, ormai avviati a essere ex 5Stelle, con FI e con il PD per cercare di mettere in difficoltà il Governo. De Falco e Nugnes hanno compiuto uno sfregio contro il Movimento 5 Stelle con l’obbiettivo evidente di sfigurarne l’immagine. Il motivo reale, al di là di quello dichiarato, per cui hanno compiuto questo gesto in odio ai 5 Stelle non è dato sapere. La reazione di Patuanelli, capogruppo 5S al Senato, era da attendersi e non può sorprendere:

“Quello che è successo in commissione Lavori Pubblici non riguarda né il governo né la maggioranza, che è e resta solida. Riguarda solo due persone che hanno tradito l’impegno preso con i cittadini: Gregorio De Falco e Paola Nugnes. I lavori in commissione vanno avanti e in Aula correggeremo questa spiacevole stortura“.

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Come altro si può definire l’azione compiuta dai due senatori se non un tradimento perpetrato a danno dei cittadini che li hanno eletti? Certamente non li hanno eletti dando ad essi carta bianca, ma un mandato preciso ad attenersi alle regole e alle scelte politiche che gli iscritti al Movimento 5 Stelle hanno compiuto con votazioni al proprio interno e che poi sono state sottoposte ai cittadini italiani per chiederne il consenso. I cittadini italiani che lo hanno dato, lo hanno poi espresso dando il voto per eleggere, tra gli altri, anche il senatore De Falco e la senatrice Nugnes. Una volta ritrovatisi con il seggio al senato, invece hanno pensato che fosse bene farne un uso a propria discrezione, a prescindere dalla comunità politica di cui si è parte, solamente in funzione dei loro interessi politici personali. Le azioni politiche che hanno posto in essere in queste settimane portano inequivocabilmente a questa conclusione. I fatti sono fatti, le chiacchiere restano chiacchiere, parole che il vento si porta via.Questo modo di fare politica non appartiene al Movimento 5 Stelle, ma è proprio dei suoi avversari, tanto che De Falco e Nugnes hanno votato, con modalità solo ipocritamente diverse, insieme a loro. Perciò stesso si sono messi – con i fatti delle loro azioni politiche – da se stessi, per propria scelta, fuori dal M5S. Anzi sembra quasi che facciano di tutto per farsi cacciare. Prendendo atto di questa situazione, il capo politico del M5s Di Maio ha dichiarato:

“Il voto dei due senatori del M5S, uno astenuto e uno che ha votato con Forza Italia, è gravissimo: questo non è un caso isolato, sono diverse settimane che ci arrivano segnali di dissenso da parte di senatori che hanno firmato impegni con il M5S e che devono portare avanti il contratto di governo. De Falco e Nugnes sono già sotto procedura dei probiviri“.

L’Adnkronos riporta fonti per cui De Falco punta a ‘non restituire. Vuole farsi cacciare’. Luigi Di Maio sembra spiegare con più dettagli:

“Questo è periodo di restituzione di tagli di stipendio e mi auguro che tutti vogliano restituire i loro stipendi agli alluvionati perché questo è un periodo importante: stiamo per tagliare due milioni di euro degli stipendi dei parlamentari”, dice il vicepremier.

Adesso per Nugnes si profila la sospensione, per De Falco invece l’espulsione dal Movimento. Se De Falco e Nugnes sono persone serie, a questo punto dovrebbero dimettersi dal Senato. Se non lo facessero, andando al gruppo misto o in altro partito, dovrebbero almeno decurtarsi significativamente lo stipendio da senatori per devolverlo agli alluvionati. Questo possono farlo anche stando al gruppo misto o passando in altro partito. Osiamo sperare che almeno l’impegno di decurtarsi lo stipendio per metterlo a disposizione di situazioni di bisogno, da loro pubblicamente preso con chi li ha eletti, non venga rinnegato.
Su questo punto saremo vigilanti e vi terremo informati. Renzi intanto con un tweet ringrazia De Falco e Nugnes e gli altri tre senatori dissidenti Fattori, Mantero e La Mura:

‘Oggi in Commissione il Governo è stato battuto sul #condono edilizio. Voglio dire pubblicamente grazie ai senatori Cinque Stelle che hanno avuto il coraggio di votare contro questa schifezza.’

Complimenti per questa medaglia egregi senatori, tra poco non mancherà anche quella di Berlusconi. – FONTE
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