Nigeriani, pacchia in hotel: minacce agli ispettori e proteste sul cibo (video)

16/11/2018 – Trentuno giovani nigeriani richiedenti asilo, ospitati all’hotel Adele di via Medici, hanno inscenato un sit in nel centro di Vicenza per protestare contro le condizioni in cui sono costretti a vivere nell’albergo a due stelle del centro cittadino. In più, lamentano la notifica dell’avvio della procedura per la revoca delle misure di accoglienza per le minacce subite da due funzionari durante un’ispezione. I migranti vogliono la carta d’identità e il codice fiscale per poter lavorare e si sono lamentati per il cibo, l’abbigliamento e i servizi igienici dentro l’albergo. n’occupazione basta l’ospitalità».

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Quell’ hotel al centro di varie vicende, diventato centro di accoglienza per i migranti arrivati coi barconi. Una situazione da sempre esplosiva vuoi per il numero di presenze vuoi per la vicinanza al centro storico. Questa mattina una 40 ina di loro ha inscenato una manifestazione davanti alla prefettura di Vicenza. La scintilla che avrebbe scatenato malessere e rabbia un foglio della prefettura che revoca per 6 di loro le misure di accoglienza.

Arrivano a Vicenza al centro di accoglienza credo di doverci rimanere per poco tempo ed invece la loro permanenza si allunga di giorno in giorno di mese in mese fino ad arrivare ad anni. C’è chi all’hotel Adele ci sta anche 3 anni senza fare nulla. Solo appunto mangiare e dormire, dormire e mangiare e mangiare sempre e solo pasta Loro vogliono andare a scuola, ci dicono, lavorare, qualcuno ha anche il curriculum pronto e ce lo sbandiera ma serve la residenza, serve il codice fiscale e nessuno ce l’ha non sanno a chi chiedere, come chiedere. Alla fine lasciano la Prefettura attraversano rumorosamente la via dello struscio, Corso Palladio sotto gli occhi attoniti dei passanti [RETEVENETA.IT]
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