Abusi su 26 bambine di un asilo romano: Solo 8 anni a maestro Africano

23/11/2018 – È stato condannato a 8 anni di reclusione Jonathan Trupia, 25 anni, originario della Tanzania, accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di 26 bambine di età compresa tra 3 e 5 anni. Gli abusi sono avvenuti in una scuola materna frequentata dai figli dei dipendenti di Bankitalia. A incastrare il docente sono state anche le immagini delle telecamere messe nelle aule a seguito delle denunce dei genitori, preoccupati di quanto raccontavano le bimbe al rientro da scuola e nelle quali si vede Trupia in atteggiamenti intimi con le alunne. Il professore ha ammesso le sue responsabilità dicendosi pentito per quanto fatto.

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Ci sono altre denunce, probabile un altro processo
Ieri la condanna col rito abbreviato, pena decisa dal gup Elisabetta Pierazzi, che ha accolto le richieste avanzate dal pm Francesca Passaniti. Trupia ha usufruito dello sconto di un terzo della pena, anche se ritenuto colpevole di tutti i casi contestati. L’insegnante era in carcere da marzo, in attesa della decisione del giudice. Nei confronti del venticinquenne di origini africane, con una compagna e un figlio, sono emerse inoltre, ulteriori denunce per altri casi di violenza sessuale nei confronti di altri bambini, sempre dello stesso istituto. La condanna, quindi, potrebbe non restare unica.

Il maestro pedofilo ha una compagna e un figlio
In Rete è ancora disponibile la presentazione dell’insegnante, doppio passaporto, che da anni insegnava inglese ai bambini italiani pur avendo un curriculum piuttosto lacunoso. L’ insegnante avrebbe preso nel 2012 il suo certificato per insegnare l’ inglese per mille euro, in una scuola che ha sede a Pukhet, in Thailandia, e succursali un po’ ovunque, anche a Roma. All’esito delle attività investigative svolte, è emerso che il docente, all’interno della classe induceva le bambine, di età compresa tra i 3 e i 5 anni, a subire ripetuti atti di molestie sessuali. Una serie di abusi che hanno sconvolto ventisei famiglie, molte delle quali dell’alta borghesia romana. – [Secoloditalia.it]
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