Migranti, a Pozzallo sbarcati tutti i 264. Salvini: “Un miracolo siano salvi, Malta vergognosa”

25/11/2018 – Alla fine sono sbarcati, sani e salvi, in un porto che dopo la «cura Salvini» da tempo non vedeva più arrivare un migrante. Pozzallo nella notte ha accolto i 264 migranti, quasi tutti eritrei, che affollavano un barcone partito giovedì scorso da Misurata, in Libia: 184 uomini, 43 donne, 37 tra ragazzi e bambini, 5 dei quali neonati: «In mare per tre giorni senza cibo nè acqua – scrive l’Unhcr – sono miracolosamente vivi, altri invece sono scomparsi in queste stesse ore». La polizia avrebbe già individuato i due scafisti.

Lo sbarco si è completato nella notte e ora si è messa in moto la macchina dei trasferimenti verso i centri di accoglienza. E’ il primo, imponente sbarco per numero di migranti che si registra in Sicilia dalla scorsa estate. I migranti erano arrivati ieri sera, autonomamente, all’interno del porto di Pozzallo su una imbarcazione in legno dal galleggiamento molto precario (i grossi e fatiscenti gommoni di fabbricazione cinese che hanno caratterizzato le partenze dalla Libia degli ultimi anni sembrano spariti e comunque non sarebbero stati in grado di raggiungere le coste della Sicilia) ma l’ordine di sbarco è stato dato ore dopo, solo quando si è capito che la barca sarebbe potuta affondare proprio davanti alla banchina.

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L’imbarcazione è la stessa per la quale ieri il ministro dell’Interno Salvini aveva puntato per l’ennesima volta il dito contro Malta: «Ci risiamo – aveva scritto sui social -. Un pattugliatore maltese ha invertito la rotta, abbandonando un gommone con 150/200 immigrati in mezzo al Mediterraneo e in direzione dell’Italia. La Valletta aveva preso il coordinamento delle operazioni di soccorso, ma come al solito sta cercando di rifilare gli immigrati al nostro Paese». In effetti la barca ha poi puntato verso la Sicilia, anche se «monitorata» da lontano, ed è stata lasciata navigare autonomamente verso Pozzallo, cosa che consente all’Italia di poter continuare a dire che non interviene in mare e che i porti sono chiusi ai migranti ma che ha assicurato comunque il soccorso e lo sbarco dei migranti. D’altronde, sempre ieri altre imbarcazioni erano arrivate sulle coste italiane: in 79, tutti uomini pachistani, erano su un barcone soccorso dalla Guardia costiera italiana davanti alle coste della Calabria. Sono stati portati a Crotone, fermati i due presunti scafisti.

Da un paio di giorni nel Mediterraneo centrale sono tornate le mavi delle Ong: la Open Arms, la Sea Watch3 e la Mare Ionio del progetto Mediterranea hanno unito le loro forze e le strategie delle rispettive Ong e associazioni per controllare quel tratto di mare che, ripetono da mesi Unhcr e Oim, è ormai «il più pericoloso e mortale del mondo». Proprio queste navi ieri avevano lanciato un allarme peer una imbarcazione con una settantina di persone a bordo – ma ci sarebbero stati anche dei morti annegati – poi soccorse da un rimorchiatore a servizio di una piattaforma petrolifera che li avrebbe consegnati alla Guardia costiera libica. Cosa questa che le Ong hanno denunciato con forza.

«Malta si conferma vergognosa – commenta il ministro dell’Interno, Matteo Salvini -: chissà se a Bruxelles sprecheranno inchiostro per mandare letterine di richiamo anche alla Valletta». Un miracolo siano vivi, afferma in un tweet anche l’Unhcr, l’agenzia Onu per i rifugiati: «Questo barchino traballante ha portato persone in mare per tre giorni senza cibo né acqua. Il soccorso in mare è fondamentale, assieme a un meccanismo sicuro e prevedibile di approdo». [IlTempo.it]
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