Dl sicurezza, prete genovese chiude la chiesa per Natale: “Obiezione di coscienza contro il decreto Salvini”

11/12/2018 – In questi ultimi giorni diversi esponenti del clero hanno parlato con voce unanime, attaccando dal nord e dal sud del nostro Paese. La prima, durissima, presa di posizione è arrivata da Genova, dove don Paolo Farinella, parroco della chiesa di San Torpete, ha deciso di chiudere i battenti e di non celebrare la messa di Natale. Una decisione che ha ricevuto parecchie critiche ma, a detta del religioso, necessaria per mandare un messaggio di protesta rivolto al vice-premier.

“Con quale diritto i cristiani possono pretendere di celebrare il Natale di quel Gesù che il loro paese, senza alcuna loro resistenza o protesta, espelle l’uomo nel figlio di dio?”. Queste le dure parole del prelato, che ha poi continuato: “Se Gesù, con Maria e Giuseppe, si presentasse da noi per celebrare la sua nascita, col decreto immondo di Salvini, sarebbe fermato alla frontiera e rimandato indietro perchè migrante economico, perchè senza permesso di soggiorno e perchè in Palestina non c’è una guerra ‘vecchia’ dal 1948”.

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“Dietro parole roboanti, confuse e immorali – scrive il sacerdote sul suo sito – si nasconde la volontà determinata di colpire i migranti, proprio alla vigilia di quel Natale che celebra la nascita di Gesù, emigrante, tornato a Nàzaret dopo un viaggio allucinante” Don Farinella parla anche del “silenzio complice di un mondo cattolico che inneggia a un ministro che dondola un presepe di plastica, sventola un vangelo finto e illude con il Rosario in mano. Inneggiando Salvini, uomo incolto, senza alcun senso dello Stato e del Diritto, i cattolici sono complici di lesa umanità e di deicidio perché ogni volta che si fa un torto sul piano del Diritto alla persona del povero, lo si fa a direttamente a Gesù nella carne viva dei migranti”.

Il sacerdote chiama in causa anche il ministro Luigi Di Maio “che si fa fotografare mentre bacia il sangue di San Gennaro (povero lui!)”. Per questo, domanda: “come è possibile aprire le chiese e baloccarsi con ninne-nanne, canti gregoriani, presepi scellerati, quando fuori il vero Cristo è offeso, torturato, stuprato, vilipeso, venduto, schiaffeggiato, ucciso?”. Per questo – conclude – “la chiesa di San Torpete in Genova resterà chiusa per un Natale senza Cristo. Possa la chiesa, chiusa per fallimento, stimolare il pensiero e la riflessione dei credenti”. – [ANSA]
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