Diamo sostegno a una madre di un giovane appena 19enne, che rischia 8 anni di carcere per un commento su facebook!

Finisce in carcere per cinque mesi per aver scritto un commento su Facebook, dopo una discussione su un videogame. È successo al 19enne Justin Carter, che ora rischia una condanna fino a otto anni

Una vicenda sconcertante ma nemmeno troppo rara: la petizione on line lanciata dalla madre di Justin – che ha già raccolto oltre 35.000 firme – rivela che sono moltissimi i giovani “[…] in carcere a causa della legge anti terrorismo che impedisce loro la libertà di parola garantita dal primo emendamento”.

Justin è uno di questi. Era il giorno di San Valentino e il ragazzo, ancora 18enne, stava giocando on line al popolare videogame ‘League of Legends’. Al termine di una partita aveva iniziato uno scambio di commenti con un altro giocatore sulla pagina facebook del gioco “Tu sei pazzo, sei fuori di testa!” gli scrive questo. “Oh certo – risponde Justin – sono talmente fuori di testa che ora vado ad fare una strage in una scuola piena di bambini, li uccido tutti e divoro i loro cuori ancora pulsanti”.
 Un commento di natura piuttosto comune tra i ragazzi e ragazzini che si cimentano in cruente avventure digitali, certo di cattivo gusto, ma seguito da una serie di JK (“Just Kidding” ovvero “Stavo Scherzando”) e LOL (“Laughing Out Loud” o “Lots of Laughs” ossia “grasse risate”).
Estrapolato dal contesto del gioco, letto senza conoscere il significato delle emoticon, ingigantito dall’isteria collettiva causata dalla sparatoria di 2 mesi prima alla Sandy Hook Elementary, percepito attraverso la lente deviante dell’apprensione di una madre canadese, quel commento sarcastico è divenuto la rovina della giovane vita di Justin: la donna infatti ha immediatamente fatto una ricerca su google, ha trovato il vecchio indirizzo della famiglia di Justin, che era proprio accanto ad una scuola elementare, ed ha avvertito le autorità. Gli agenti sono piombati in casa Carter e hanno ammanettato il ragazzo, trascinandolo dietro le sbarre con l’accusa di terrorismo: ora rischia fino ad 8 anni.

“La cauzione del ragazzo – ha dichiarato alle autorità il legale della famiglia Carter – è stata fissata dal giudice in mezzo milione di dollari: un’assurdità quando per un omicidio ci sono cauzioni da 150mila dollari”.

La famiglia non può permettersi di pagare una simile cifra e Justin, che ha già trascorso dietro le sbarre il suo 19esimo compleanno, è guardato a vista dal personale del carcere perché ritenuto a rischio suicidio. “Questa gente fa sul serio – ha affermato in lacrime il padre del ragazzo – vogliono davvero tenere mio figlio in prigione per uno stupido commento. Justin è molto depresso e spaventato, crede che non verrà fuori da questa cosa e sta perdendo ogni speranza” ha concluso Jack Carter.

Malgrado il precedente  dettato dalla sentenza della Corte Suprema del 1969, che in merito al caso Brandenburg v. Ohio stabilisce il rilascio immediato del giovane in mancanza di prove dell’ “imminenza e probabilità” della minaccia, e malgrado le perquisizioni in casa del giovane non abbiano rivelato la presenza di armi né di nessun altro materiale che potrebbe classificarlo come una minaccia per la società, le cose si mettono male per Justin, ad oggi ancora in attesa di un regolare processo.

“Mio figlio è un bravo ragazzo – scrive nella petizione per chiederne la liberazione la signora Carter – non farebbe del male ad una mosca, figuriamoci ad un bambino! La reazione esagerata delle nostre forze dell’ordine sta distruggendo la vita di Justin ed è un pericoloso esempio di come il nostro governo punisca la libertà di parola, che è protetta dal Primo Emendamento – prosegue la madre di Justin –. Invece di destinare tempo e soldi a chi ne ha più bisogno, il governo degli Stati Uniti li spreca in questo modo assurdo. […]. A questo paese serve una nuova legge che faccia si che cose del genere non avvengano mai più”.

E se invece Justin avesse veramente avuto intenzione di fare una strage in una scuola? Se il giovane fosse stato veramente un folle assassino che preannunciava, come già avvenuto in passato, il suo gesto su internet? Come avrebbe reagito l’America sapendo che si sarebbe potuto fermare, che si sarebbe potuta impedire l’ennesimo massacro annunciato?

D’altra parte la leggerezza con cui un 18 enne commenta con gli amici una partita ad un videogame su facebook non può costargli la libertà e rovinargli la vita per sempre.

La vicenda è delicata e apre spunti di riflessione sulla libertà di parola, sull’arresto preventivo e sulla necessità di insegnare ai giovani (e non) l’uso più responsabile di facebook, uno strumento nato come un gioco, di cui però ora al mondo sta sfuggendo il controllo.
Notizie CNN

3 Comments

  1. iasia67 ha detto:

    PROVE TECNICHE DEL nwo…..

  2. Grillo parlante ha detto:

    Siamo sicuri sicuri sicuri che la notizia sia vera? E’ talmente grave che ne avrebbero parlato dappertutto!

  3. roiacovi ha detto:

    Ho fatto un sacco di ricerche su internet, e ho trovato molte affermazioni a proposito….


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