Bollo auto: cosa potrebbe cambiare nel 2019

17/12/2019 – La tassa di proprietà regionale potrebbe essere soggetta a notevoli cambiamenti nel corso del 2019. L’idea è del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che non ha ancora formulato annunci ufficiali né proposto un disegno legge, ma ha lasciato intendere il proposito di fare la riforma del bollo. Se il progetto del ministro andrà in porto, il bollo verrà parametrato a seconda delle emissioni di anidride carbonica: verrà quindi basato sui consumi. Il ministero dell’Ambiente ha avanzato una proposta di aggiornamento delle tasse automobilistiche, presso il ministero dei Trasporti, attivando ed utilizzando il criterio di bonus-malus.

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Per ipotesi, calcolando i criteri adottati dalla Rc Auto, è evidente che sarà soggetto a malus chi fa incidenti, viceversa avrai diritto ai bonus chi è più virtuoso. In egual misura varrà per il bollo dell’auto. Se l’auto è maggiormente inquinante il bollo tenderà ad aumentare, viceversa scenderà drasticamente se l’auto è meno inquinante. Un principio semplice pertanto, basato sul principio del più inquini, più consumi, più paghi di bollo.

La riforma del bollo auto proposta dal Ministro Costa, se diverrà legge, potrà essere o una tassa diretta: più emissioni di anidride carbonica, più alta la tariffa; oppure indiretta: più carburante consumi, più caro sarà il bollo auto. In questo secondo caso, il richiamo va a un’idea dell’Unrae (Case estere) del 2005. Tale iniziativa straniera proponeva l’abolizione del bollo e l’aumento delle accise di 7 centesimi.

Nel 2008 accennò al “pay for use”, ossia pagare in base a quanto si usa l’auto: “Sia la tassazione sia l’assicurazione auto devono uscire dal concetto della tassa di proprietà, ovvero della tassa fissa indipendente dall’uso che se ne fa”. Un’extra accisa su benzina e diesel. Che, stando a chi spinge in questa direzione, è una misura equa: più usi la vettura, più paghi. E nessuno potrà evadere la tassa. Invece chi è contro l’extra accise sostiene che un uso prolungato dell’auto si tradurrebbe in una batosta ingiusta. E’ evidente che anche se la strada può sembrare quella consona, tale ipotesi di legge aprirà scenari a diverse letture. Chi è costretto ad usare l’auto con maggiore frequenza sarà sicuramente contrario a tale proposta, viceversa per chi l’auto la usa con parsimonia, la legge sembrerà un cambiamento eccellente e necessario.
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