Tra rinvii e spintoni al Senato l’ok arriva a notte fonda: 167 sí

23/12/2018 – La manovra finanziaria è stata approvata dal Senato nel cuore della notte, alle 2,40 passate. I sì sono stati 167 contro 78 no e 3 astenuti. I votanti sono stati 248. La corsa contro il tempo, in una giornata carica di tensione tra maggioranza e opposizione che ha avuto l’effetto di blindare la maggioranza che ha ottenuto quasi tutti i voti a disposizione nonostante il Pd (principale gruppo di opposizione) avesse lasciato l’emiciclo di Palazzo Madama prima delle operazioni di voto al grido (provocatorio) “onestà onestà”. L’esame della Camera inizierà il 27 dicembre. Anche lì il governo porrà la questione di fiducia per evitare di sforare la scadenza del 31 dicembre e andare così in esercizio provvisorio.

Una giornata convulsa, fatta di sedute sospese, capigruppo fuori programma, e bagarre in aula, culminata con gli spintoni tra Simona Malpezzi (Pd) e Laura Bottici (M5s). E poi caos e tensioni interne alla maggioranza, lavori in commissione a singhiozzo e voto sulla fiducia fissato a notte fonda. Dopo ritardi e slittamenti, il maxiemendamento alla manovra è stato presentato in Senato nel primo pomeriggio, ma la discussione nel merito è iniziata soltanto in serata.

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Il governo ha posto la fiducia e rinviato il provvedimento in commissione, salvo poi dire che andavano fatte ulteriori limature al testo e sospendere i lavori per un’ora. “Dateci un testo, vergogna, siete dei buffoni“, è stata la protesta di Pd, Leu e Forza Italia. Dai banchi del Senato, il capogruppo del Pd Andrea Marcucci ha annunciato che i dem faranno ricorso alla Corte Costituzionale “affinché si pronunci sulla enormità che si sono compiute sotto i nostri occhi e sotto quelli del Paese da parte di questo governo violento che se ne frega dei diritti del Parlamento“. E in serata in aula è intervenuto anche Matteo Renzi, che ha accusato Lega e Movimento 5 Stelle di avere “truffato gli italiani” perché “la manovra del popolo è diventata la retromarcia dei populisti”. Stando alle novità dell’ultima bozza, l’esecutivo ha previsto un maxitaglio degli investimenti (saltano 5,4 miliardi) ed è rispuntato il fondo per i disabili per cui l’ex M5s Matteo Dall’Osso è passato in Forza Italia.

Caos anche nella parte che riguarda gli Ncc, i noleggi con conducente: prevista nella prima versione di oggi pomeriggio, è stata accantonata perché non bastano le coperture. Ma il Consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, varerà un decreto ad hoc nella notte.

Tutte incertezze che stanno creando numerosi malumori tra le forze di opposizione. Senza dimenticare che gli stessi esponenti della maggioranza temono che nella fretta possano spuntare sorprese non previste dagli accordi. Intanto è slittato anche l’esame della Camera che inizierà a partire dal 27 dicembre. La scarsa centralità del Parlamento in queste ore sta provocando non pochi disagi dentro il Movimento 5 stelle. Il presidente della Camera Roberto Fico oggi si è unito alla collega del Senato Elisabetta Alberti Casellati e ha chiesto maggiore considerazione: “Chi si lamenta per il poco tempo ha ragione”, ha detto. E a lui ha replicato il ministro dei Rapporti Riccardo Fraccaro: “Abbiamo difeso la sovranità dell’Italia”. – Continua su FONTE
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