Tra bagarre e insulti, il governo mette la fiducia: Cos’è successo ieri con la manovra

30/12/2018 – Dopo la giornata dell’altro ieri, molto agitata, IeriSera il governo ha ottenuto la fiducia della Camera sulla legge di bilancio, la misura che stabilisce come e dove lo Stato potrà prelevare e spendere il denaro degli italiani. Per la legge in esame, si tratta del terzo passaggio parlamentare: era già stata votata alla Camera ma ci ritorna perché durante la sua approvazione al Senato è molto cambiata. La fiducia ha ricevuto 327 voti favorevoli e 228 contrari. L’approvazione definitiva avverrà domattina, perché dopo la fiducia dovranno essere votati anche i 244 ordini del giorno collegati alla manovra stessa. C’è una certa fretta perché la legge di bilancio va approvata entro il 31 dicembre. Dopo quella data, senza l’approvazione della legge sarebbe necessario ricorrere all’esercizio provvisorio di bilancio, uno strumento rischioso e dai confini poco chiari. Come ha scritto Claudia Voltattorni sul Corriere della Sera, la fretta con cui si è dovuti arrivare a questa fiducia «ha bruciato una serie di passaggi parlamentari come la votazione degli emendamenti, e che ha fatto quindi saltare le opposizioni che parlano di “vilipendio del Parlamento e della Costituzione” e di “una manovra approvata a scatola chiusa”».
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Il testo approvato oggi è frutto di lunghe trattative fra i due partiti che sostengono il governo, cioè la Lega e il Movimento 5 Stelle, e fra il governo e la Commissione Europea: per questo contiene molti compromessi rispetto agli obiettivi fissati inizialmente dal governo. I due provvedimenti principali annunciati dal governo, cioè il cosiddetto reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni, non sono presenti nella legge, che si limita a stanziare i fondi che li finanzieranno. Stando a quanto dice il governo, le due misure saranno presentate a gennaio in due decreti separati. Forza Italia protesta in aula con le pettorine Forza Italia protesta in aula con le pettorine blu ‘Basta tasse’, Fico sospende la seduta. Prosegue l’esame della legge bilancio in terza alla lettura alla Camera dei Deputati. Il Governo ha posto la questione di fiducia sul maxi-emendamento, prima del voto finale. Il ricorso del Pd. A mezzogiorno, intanto, il Pd presenta in conferenza stampa alla Camera il ricorso alla Consulta sulla manovra. Un ricorso “essenziale, grave e necessario”, spiega il capogruppo dem al Senato Andrea Marcucci, alla luce di “quanto successo nelle ultime settimane in parlamento” dove c’è stata “la precisa volontà di maggioranza e governo di impedire ai parlamentari di capire cosa si stesse votando”. “È stato ridicolo sentire i senatori della maggioranza che non conoscevano i dettagli della manovra. Consideriamo responsabile – aggiunge Marcucci – anche la presidenza del Senato, che avrebbe dovuto garantire il rispetto della Costituzione di fronte alla legge più importante che il parlamento è chiamato a discutere durante l’anno”. La Consulta risponde in tempi rapidissimi: “Il presidente della Corte costituzionale Giorgio Lattanzi ha disposto, con decreto, che l’ammissibilità del conflitto sia trattata nella camera di consiglio del 9 gennaio 2019 e ha nominato come relatrice della causa la vicepresidente della Corte, professoressa Marta Cartabia”. La denuncia di +Europa. Nel pomeriggio, sempre nella sala stampa di Montecitorio, sono i parlamentari di +Europa a denunciare le gravi violazioni costituzionali che caratterizzano l’esame della legge di bilancio, negando le prerogative parlamentari e quindi la sovranità popolare. Emma Bonino, Alessandro Fusacchia, Riccardo Magi e il coordinatore di +Europa Benedetto Della Vedova annunciano che il 3 gennaio +Europa si riunirà per “esaminare le varie iniziative possibili da mettere in campo, in Parlamento e fuori, per reagire e non subire passivamente questa deriva sempre più grave di giorno in giorno e senza precedenti”. Bonino, rispondendo a una domanda sul ricorso del Pd alla Consulta, aggiunge: “Non c’è solo quello, va benissimo anche un incontro con Sergio Mattarella. Un insieme di misure di metodo e di merito, non si tratta di precipitarsi a mettere una bandierina”. Bonino auspica anche un “coordinamento” sul tema, “ma finora nessuno ce lo ha proposto”. CONTINUA A LEGGERE >> Dal momento che sei qui…. … abbiamo un piccolo favore da chiedere. Scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un SITO di informazioni come Lonesto.it significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale, basta davvero poco. Quindi Se tu e tutti coloro che stanno leggendo questo avviso donaste 5€, potremmo permetterci di far crescere lonesto.it negli anni a venire senza pubblicità.

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