Carige, Di Maio: “Non abbiamo dato un euro alle banche”. E apre a Paragone su commissione d’inchiesta: “Camera si muova”

08/01/2019 – “Non abbiamo messo un euro nelle banche. La Camera si muova ad approvare la commissione d’inchiesta”. Luigi Di Maio è intervenuto su Facebook dopo gli attacchi del Pd e alla luce delle critiche sollevate dai senatori M5s Elio Lannutti e Gianluigi Paragone dopo che il governo ieri sera ha varato un decreto che introduce misure urgenti a sostegno di Banca Carige. “Quante balle dei giornali, di Renzi e della Boschi”, si legge sulla sua pagina.

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Poco prima della pubblicazione del post, Di Maio, che in questo momento è impegnato a Bruxelles in incontri riservati in vista delle Europee, aveva scritto ai suoi per motivare l’intervento e placare i dubbi: “Prima di tutto”, si legge nel messaggio visionato dall’agenzia Adnkronos, “per ora non abbiamo messo un euro nelle banche. Abbiamo solo dato una garanzia in caso di eventuali emissioni di titoli per evitare che succeda quello che è già accaduto con le venete e con Etruria dove azionisti e obbligazionisti hanno perso tutto”. E ha concluso: “Se dovessimo usare quella garanzia”, è la spiegazione che il vicepremier ha dato ai suoi, “o metterci soldi pubblici, la Banca Carige diventerà dello Stato senza fare regali a nessuno e senza che correntisti e obbligazionisti perdano nulla. È pieno di miei video del passato che dicevano una cosa molto semplice: se lo Stato salva una banca, la banca diventa dello Stato. E così sarà se dovessimo intervenire”.

Il senatore e giornalista Paragone ha scelto di esporsi sul caso Carige e di pubblicare un video sulla sua pagina Facebook in mattinata: “Questo caso di Carige non può finire come tutti i casi trattati dai governi precedenti, con una soluzione abbastanza simile”, ha dichiarato in un video. “E’ mai possibile che nessuno nel governo del cambiamento stia chiedendo a Bankitalia di rendere conto delle sue responsabilità? Vogliamo farla questa benedetta commissione d’inchiesta (sulle banche, ndr)? Sarà realmente operativa?

Sono incazzato, sono un gilet giallo, non volevamo esserlo?”. Tra i critici anche l’ex presidente Adusbefe ora senatore M5s Lannutti: “Non si possono dare aiuti pubblici senza accertare le responsabilità della Banca d’Italia”, ha detto all’agenzia Adnkronos. Che ha aggiunto: “Questa è una storia che viene da lontano e le responsabilità” della crisi della banca “sono di Bankitalia. Tutti quelli che sono stati nominati sono fiduciari di Bankitalia”. – [IlFattoQuotidiano.it]



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