Bologna, smantellato racket delle agenzie funebri: infermieri “vendevano” i morti, 30 arresti

17/01/2019 – Maxi operazione dei carabinieri di Bologna: hanno smantellato due cartelli di imprese di pompe funebri che controllavano le camere mortuarie dei due principali ospedali cittadini, il Sant’Orsola e il Maggior, riuscendo in pratica ad avere il monopolio nell’aggiudicazione dei servizi funebri. Sono 30 le misure cautelari e 43 le perquisizioni eseguite da 300 militari (video) che hanno sequestrato un patrimonio di 13 milioni di euro tra le province di Bologna, Modena, Ferrara, Rimini e Gorizia.

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Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bologna diretta dal procuratore capo Giuseppe Amato, hanno consentito di disarticolare una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e riciclaggio. I due cartelli, come accertato dagli investigatori, si spartivano i servizi nelle camere mortuarie dell’Ospedale Maggiore e del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, ottenendo di fatto il monopolio nel settore.

Secondo le indagini, erano coinvolti anche gli infermieri che provvedevano a mettere in contatto i familiari dei defunti con i referenti delle agenzie di pompoe funebri, presentandole efficienti, economiche e facili da contattare. I suddetti referenti, inoltre, contro quanto previsto dalla legge, erano presenti negli ospedali pronti a fornire informazioni e indirizzare i nuovi clienti agli uffici per le pratiche. Al vertice c’erano i capi dei cartelli delle pompe funebri, che decidevano tutto: le ‘grandi manovre’ delle operazioni, la gestione di una contabilità parallela e dell’investimento degli ingenti guadagni ‘in nero’. – [IlRestodelCarlino.it]

Infermieri a busta paga che indirizzavano i parenti dei defunti verso alcune agenzie funebri. Funzionari delle agenzie che piantonavano i reparti degli ospedali. Dirigenti dei consorzi che suddividevano i lavori solo tra alcune ditte associate. Una macchina organizzativa che per anni avrebbe controllato il sistema funebre presso l’Ospedale Maggiore e il Policlinico Sant’Orsola-Malpighi a Bologna e che è stato smantellato dai carabinieri.
Individuati due cartelli di imprese in grado di “controllare” le camere mortuarie dei due principali ospedali della città, arrestate 30 persone e sequestrati beni e immobili per 13 milioni di euro tra Bologna, Modena, Ferrara, Rimini e Gorizia.
Le trenta persone, secondo la procura di Bologna, sono responsabili di “associazione per delinquere finalizzata alla corruzione”, “corruzione di incaricato di pubblico servizio”, “riciclaggio” e svariate violazioni connesse alla responsabilità amministrativa degli enti. Dalle indagini, secondo i carabinieri, sono emerse sistematiche condotte di riciclaggio con il reinvestimento del “nero” aziendale, realizzato con la mancata fatturazione di parte dei servizi funerari, gestito attraverso specifiche contabilità parallele .

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