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Napoli. Bimbo picchiato a morte la confessione choc del patrigno: “Avevano rotto la sponda del letto”
gennaio 29, 2019 Ambiente e salute

29/08/2019 – Avevano rotto – giocando – la sponda del letto appena comprato. Questa è la motivazione data dal 24enne di Cardito (Napoli) Tony Essoubti Badre, fermato per omicidio volontario e tentativo di omicidio, per aver picchiato fino a uccidere Giuseppe, il bambino di 7 anni figlio della compagna, e ferito gravemente la sorellina di 8. L’uomo ha confessato al termine di un lungo interrogatorio. I bambini sarebbero stati colpiti – ha detto – a pugni e calci ma non, come trapelato, con la mazza di una scopa.

L’uomo avrebbe rotto la scopa per rabbia ma non la avrebbe usata contro i bambini. “Avevamo fatto sacrifici per comprarlo”, ha aggiunto Tony Badre riferendosi al letto nuovo per tentare di giustificare il suo gesto. Intanto, continua il lavoro degli investigatori per cercare di definire tutti gli aspetti della vicenda, a cominciare dal ruolo avuto dalla madre dei bambini e compagna dell’uomo mentre preziosa è stata la testimonianza della sorellina del piccolo ucciso.

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All’ospedale Santobono di Napoli questa mattina è arrivato il pm della procura del tribunale di Napoli Nord che si occupa della tragedia familiare. Il magistrato ha incontrato la psicologa che ieri ha avuto un lungo colloquio con la sorellina del bambino deceduto, ricoverata nel Reparto di neurologia dell’ospedale pediatrico partenopeo. I racconti della piccola, che ha subito forti percosse ma non è in pericolo di vita e sta superando lo choc con l’aiuto del team di sostegno psicologico dell’ospedale, sono considerati fondamentali per appurare la dinamica che ha portato all’omicidio.

La bambina è stata anche sottoposta a un intervento di ricostruzione estetica. “La piccola è in netto miglioramento. Ieri verso le 13 è stata sottoposta a un intervento di ricostruzione estetica per una ferita lacero contusa del padiglione oculare. La bimba ha riportato una grossa ecchimosi, un edema al volto che, arrivata in pronto soccorso, non le permetteva di aprire gli occhi”, ha spiegato ai microfoni di Sky Tg24 Nicola Mansi, direttore della Uoc di Otorinolaringoiatria dell’ospedale Santobono di Napoli. – [Quotidiano.net]
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