Hyperloop in Sicilia? Si sogna Palermo – Catania in soli 10 minuti

10/02/2019 –Il treno a levitazione magnetica passiva capace di viaggiare fino a 1.223 km/h di Hyperloop Trasportation Tecnologies (HyperloopTT), con 12 progetti già in fase di realizzazione in tutto il mondo, potrebbe sfrecciare anche in Italia. Gli studi di fattibilità sono in fase avanzata e la società con sede a Los Angeles, pur non svelando i percorsi allo studio, conferma di aver avviato trattative con esponenti del nostro Governo per la realizzazione di due tratte da circa 150 km l’una.

Potrebbe sembrare un sogno ad occhi aperti e forse lo è, almeno fin quando non si vedrà la posa dell’ultima pietra. D’altronde le capsule ad altissima velocità della Hyperloop Transportation Technologies – e startup affini – alimentano ormai da anni le speranze di una mobilità più rapida e sostenibile, e tutti siamo in attesa di un tracciato funzionante che provi tutte le loro teorie.

Ma in futuro (forse lontano?) questi sistemi potrebbero effettivamente arrivare anche dalle nostre parti, ad anticiparlo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Stefano Buffagni, che in questi giorni ha incontrato il presidente e cofondatore della startup californiana:

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«Entro fine 2019 – spiega Bibop Gresta, italiano, 48 anni, nato a Terni, co-fondatore e presidente di HyperloopTT – insieme alle Regioni interessate contiamo di annunciare due progetti di fattibilità per il nostro sistema di trasporto in Italia. Al momento non posso dare dettagli sui percorsi, ma si tratta di due corridoi molto interessanti perché i nostri potenziali partner hanno già il diritto di passo acquisito».

In questi giorni Gresta è in Italia. Sarà a Rimini, Bologna, Torino e Milano, dove domani è previsto un investor day. «Un incontro riservato – spiega l’imprenditore – durante il quale ci presenteremo a potenziali investitori, e dove annunceremo i nomi di una cordata di imprenditori italiani che hanno deciso di scommettere sul nostro rivoluzionario sistema di

Il sistema permette al supertreno di raggiungere i 1.223 km/h viaggiando in un tubo interrato o appoggiato su piloni, senza quindi consumare suolo. «Si potrebbe andare da Milano a Bologna in 9 minuti», spiega Gresta, che aggiunge: «La velocità non è la qualità più interessante di HyperloopTT: conta di più l’efficienza energetica del nostro sistema». L’imprenditore spiega che sfruttando i benefici della levitazione magnetica passiva, l’energia cinetica sviluppata dalla capsula e quella recuperata in frenata e prevedendo nell’infrastruttura pannelli fotovoltaici integrati e impianti di energia eolica e geotermica, «il sistema produce più energia di quella che consuma».

Energia che può essere rimessa in circolo e venduta. Il modello di business promette così un ritorno dell’investimento «in 8 anni», contro i «100 anni della Tav più efficiente». Sempre secondo i calcoli della società, HyperloopTT potrebbe viaggiare a una media di 600km/h «consumando un quarto dell’energia e richiedendo un terzo dei costi di investimento rispetto a una linea ad alta velocità». Una scommessa imprenditoriale che vede già progetti in fase di realizzazione in tutto il mondo. La prima a essere operativa sarà la tratta commerciale in costruzione ad Abu Dhabi, ma si lavora in Brasile, Stati Uniti, Francia, Cina, India, Korea, Indonesia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Ucraina e Germania. E un domani anche in Italia, se dagli studi di fattibilità si passerà ad accordi concreti.

HyperloopTT oggi può contare su un team globale di 800 ingegneri, tecnici e creativi – organizzati in 52 squadre multidisciplinari – e ha all’attivo collaborazioni con oltre 50 aziende e università. Il quartier generale è a Los Angeles. La società è stata co-fondata da Bibop Gresta e Dirk Ahlborn nel 2013.

HyperloopTT è presente nel portfolio di Digital Magics, incubatore di startup digitali quotato all’Aim di Borsa italiana.

Puri slogan al momento: seppur il sistema a regime permetterà un recupero energetico tale da creare un surplus, grazie ai tanti pannelli fotovoltaici previsti lungo il tracciato, i costi di realizzazione sono ovviamente alti e il pubblico dovrebbe dare un aiuto considerevole. Non dovremo tuttavia aspettare molto per vederlo all’opera, negli Emirati Arabi Uniti stanno già investendo sul progetto e mirano a collegare Dubai e Abu Dhabi con Hyperloop entro l’inizio di Expo, ad ottobre 2020. – [LaSicilia.it]
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