Reddito di cittadinanza: Codacons denuncia Giovanni Floris per induzione al gioco d’azzardo

28/02/2019 – Il giornalista Giovanni Floris finisce denunciato alla Procura della Repubblica per la fattispecie di induzione al gioco d’azzardo. A presentare l’esposto il Codacons, a seguito di un servizio trasmesso nella puntata di ieri del programma di La7 “Dimartedì”.

Nel corso della trasmissione Giovanni Floris ha proposto un servizio sulle modalità per aggirare i paletti fissati dalla misura governativa in tema di reddito di cittadinanza, in particolare illustrando le possibilità per eludere il divieto di utilizzo del sussidio per il gioco d’azzardo – spiega il Codacons nell’esposto – Nel filmato sarebbe stato illustrato come, tramite un escamotage tra carte di credito, sia possibile aggirare il divieto di utilizzo del sussidio, mostrando i vari passaggi da compiere per arrivare all’acquisto di un Gratta & vinci con i soldi della sovvenzione governativa. Quanto riportato nel filmato non solo è contrario a quanto imposto dal Vicepremier Luigi Di Maio che, nei giorni scorsi, aveva tuonato contro la diffusione in tv di informazioni sulle modalità di raggiro delle norme sul reddito di cittadinanza, ma avrebbe di fatto agevolato l’utilizzo del sussidio in favore del gioco d’azzardo.

Il video potrebbe essersi quindi tradotto in una sorta di induzione a eludere e raggirare le norme sul reddito di cittadinanza con una possibile frode ai danni dello Stato e un danno economico evidente ed elevatissimo per la collettività – prosegue l’associazione – Per tale motivo abbiamo deciso di chiedere alla Procura di Roma se la decisione di Floris di trasmettere il servizio in questione possa configurare l’induzione al gioco d’azzardo o una qualsiasi forma di favoreggiamento a delinquere. Chiediamo inoltre a La7, rete che da sempre si batte contro la ludopatia e il gioco d’azzardo, di sospendere Floris per il grave comportamento di ieri. – [PressGiochi.it]

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VERGOGNA A DI MARTEDI’
Un indisponente Floris annuncia: “Siccome Di Maio ha fatto un appello a non spiegare come aggirare il Reddito di Cittadinanza, allora noi spiegheremo come aggirare il Reddito di Cittadinanza”.
Segue uno squallido servizio in cui si spiega che con la Postepay del RdC si può acquistare una carta prepagata con la quale, poi, si possono acquistare i “gratta e vinci” senza farsi scoprire da quei cattivoni dei populisti (tanto cattivi da aver dato 780 euro mensili a chi non ha nulla).
Prima di tutto una domanda a Floris: “Irresponsabile che non sei altro, ma se per caso un padre di famiglia segue il tuo “consiglio” e poi cade nella rete dei controlli e si becca sei anni di galera, la moglie e i figli andranno a mangiare e dormire a casa tua??? Fatti una domanda e datti una risposta. E visto che ti trovi, mettiti davanti allo specchio e sputati in faccia”.
Andiamo avanti. Sorvoliamo per decenza sulla assurdità dell’ipotesi che una famiglia che non arriva a fine mese, allorchè riceva una Postepay con 780 euro mensili, invece di correre ad acquistare beni di prima necessità e ad accendere un cero di rilevanti dimensioni sotto l’immagine del santo a cui sono devoti, corra invece in preda a chissà quale demone ad acquistare una carta prepagata per tentare improbabili fortune.

Sorvoliamo anche sulla sontuosa dimostrazione di imbecillità da parte degli autori del servizio di La7, poichè qualsiasi acquisto effettuato con una Postepay è tracciabile. Ed è facilissimo rilevare ogni spesa “anomala”, prima fra tutte l’acquisto di ricariche telefoniche (facilmente rivendibili), carte prepagate e altri oggetti non necessari.
Cosa rimane, allora, sotto gli occhi di tutti, di questa “trovata” del conduttore? Rimane la vergognosa ostentazione di poter impunemente consigliare ai telespettatori come frodare lo Stato, senza che nessuno possa impedirlo, celandosi vigliaccamente dietro il paravento della libertà di stampa e di informazione. Che purtroppo già da tempo si è trasformata nella ben più degenere libertà di denigrare gli onesti e di coprire i delinquenti.
Ignorando volutamente che la deontologia di chi fa informazione imporrebbe che il conduttore di un programma visto da milioni di telespettatori si assuma il compito di trasmettere messaggi di legalità e rispetto delle istituzioni, invece di fare il consulente dei frodatori dello Stato. Come se in Italia, di furbetti e di ladri, non ce ne fossero già abbastanza.
Evidentemente, se dalle parti di Arcore c’è qualcuno con la “naturale attitudine a delinquere”, a condurre i talk show ci sono soggetti con la “naturale attitudine a fare da consulenti ai delinquenti”. E poi ci chiediamo perchè, mentre l’Italia sta andando a puttane, la gente continua a votare proprio quelli che l’hanno distrutta. – [di Luigi De Socio]
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