Chi brucia di più i rifiuti negli inceneritori?

11/03/2019 – La scelta di realizzare o no nuovi inceneritori, in particolare nel Sud Italia, sta creando contrasti nella maggiornaza di governo tra la Lega, che sostiene la loro realizzazione, e il Movimento 5Stelle, da sempre contrario. In Europa ci sono oltre 400 impianti capaci di trasformare i rifiuti in energia, quelli che i tecnici del settore chiamano termovalorizzatori e che vengono ancora definiti semplicemente inceneritori (gli inceneritori possono anche bruciare i rifiuti senza produrre energia). La loro distribuzione è poco omogenea tra i diversi Paesi. Il maggior numero di impianti si trova in Germania e in Francia, che nel 2016 ne avevano rispettivamente 121 e 126, cioè il triplo del numero presente in Italia, dove erano 41, secondo la Confederation of european waste to energy plants . Anche in Italia, d’altra parte, la loro presenza è molto diversa: al Nord sono più che in tutto il Centro-Sud.

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In Germania però si bruciano molti più rifiuti rispetto alla Francia: 26 milioni di tonnellate contro 14,4 (sempre nel 2016). In Italia sono circa 6,2 e in tutta l’Unione europea circa 68 milioni di tonnellate. La Francia brucia più del doppio dei rifiuti rispetto all’Italia e la Germania il quadruplo. La quantità di rifiuti che finisce bruciata è sempre aumentata negli ultimi vent’anni, così come quella riciclata o trasformata in compost. L’unico modo di trattare i rifiuti che è andato riducendosi nel tempo, sia in termini di quantità sia in percentuale sul totale, è il trasporto in discarica, sceso a meno del 25% del totale e inferiore a incenerimento e riciclaggio, come mostrano i dati di Eurostat, il servizio statistico europeo. A livello mondiale, però, le discariche rappresentano ancora il sistema più diffuso di smaltimento dei rifiuti.

Oggi in Europa i rifiuti urbani sono circa 483 chilogrammi a testa all’anno, in Italia un poco di più, con 497. Nell’Ue circa 133 chilogrammi di spazzatura prodotta da ciascun cittadino finiscono inceneriti. La percentuale più alta si registra in Paesi come Svezia e Olanda e, fuori dalla Ue, in Svizzera e Norvegia, dove la quota di rifiuti bruciata è attorno alla metà del totale. Fuori dall’Europa, in Giappone si brucia circa il 60% dei rifiuti prodotti. Negli Stati Uniti, invece, meno del 13% e le discariche accolgono ancora più della metà della spazzatura, mentre un quarto viene riciclata. La Svezia, tra l’altro, considera l’uso dei termovalorizzatori una forma di riciclaggio e perciò ritiene di riciclare quasi il 99% dei propri rifiuti (oltre a bruciarne grandi quantità che arrivano da altri Paesi). – [LaStampa.it]
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