Bus dirottato, la drammatica telefonata di un bambino alla mamma

21/03/2019 – “Mamma siamo in un pullman e ci stanno uccidendo, ci stanno portando in un posto sconosciuto. Non sappiamo dove ci portano, ci ha minacciato che ci uccide. Mamma aiutami, chiama la polizia, ci stanno portando via. Il nostro prof è morto…”. “Aiuto mamma, l’autista ci minaccia. Ha detto che non ci porta a scuola, che va a Linate e fa una strage”. È la prima concitata telefonata arrivata alla madre di uno dei ragazzini che erano a bordo del bus dirottato sulla strada provinciale 415 all’altezza di San Donato Milanese; telefonata che ha evitato una vera e propria strage. Il servizio di Mattino 5 riporta le drammatiche parole del ragazzino, riuscito con coraggio a chiamare la madre e a sbloccare la situazione.

È durato poco meno di 40 minuti il viaggio del terrore dei 51 studenti della scuola media Vailati di Crema sequestrati da Ousseynou Sy, il 47enne senegalese (cittadino italiano) fermato dai carabinieri dopo un inseguimento e uno speronamento. L’uomo, che ha precedenti per guida in stato di ebbrezza e molestie sessuali su un minore risalenti al 2007 e al 2011, era il regolare conducente del mezzo di Autoguidovie partito da Crema e che avrebbe dovuto accompagnare gli studenti dalla palestra a scuola per un normale spostamento.

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LA RICOSTRUZIONE – A lanciare l’allarme è stato uno dei tre accompagnatori a bordo: “Aiuto, dice che vuole fare una strage, che vuole andare a Linate e bruciare tutto”. Come riporta Il Messaggero durante la telefonata l’operatore del 112 gli ha consigliato di far abbassare tutti per limitare i danni in caso di incidente e l’uomo al cellulare ha risposto “sono tutti legati”, riferendosi alle cinture di sicurezza.

Ousseynou Sy teneva in particolare “due bambini accanto a sé” in ostaggio “con un accendino in mano”, ha riferito il procuratore di Milano Francesco Greco, il quale ha spiegato anche che l’uomo, guidando il bus, ha speronato anche una macchina con a bordo un padre e un bambino. La macchina “ha preso fuoco” ma il padre con in braccio il bambino sono usciti in tempo.

“Ci ha preso i telefoni ma un compagno è riuscito a tenerlo. Eravamo ammanettati con le fascette da elettricista. Ci diceva che non succederà niente e ogni volta minacciava di versare la benzina”, ha detto uscendo dalla palestra dell’Istituto Margherita Hack una delle ragazzine sequestrate. Sarebbero stati quattro o cinque i bimbi a cui l’autista ha legato le mani con delle fascette da elettricista. – [Virgilio.Notizie.it]
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