Siracusa. «Qualunquemente», per l’ex sindaco di Priolo Antonello Rizza si aprono le sbarre del carcere

27/03/2019 – Il tribunale aretuseo ha condannato a 3 anni di reclusione l’ex sindaco di Priolo, Antonello Rizza, nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “Qualunquemente”. La condanna è stata ridotta rispetto alla richiesta di una pena di 15 anni, sollecitata dal pm Margherita Brianese.

L’ex primo cittadino priolese è stato condannato per corruzione e abuso d’ufficio. E’ caduta l’accusa di associazione per delinquere, che era stata contestata. Rizza è stato anche condannato al risarcimento dei danni a favore del municipio priolese, di Giuseppe Benvenuto e della figlia Sara, che si sono costituiti parte civile al processo.

Il Tribunale ha condannato Antonello Rizza al risarcimento dei danni in favore delle parti civili Giuseppe e Sara Benvenuto da liquidarsi in separata sede e rigetta la richiesta di provvisionale; inoltre condanna Rizza, Scarinci, Pinnisi, La Iacona, Grasso, Scalogna, Auteri, Arcidiacono, Mazzone e Angelino, in solido tra loro, al risarcimento del danno in favore del Comune di Priolo Gargallo, da liquidarsi in separata sede e rigetta la richiesta di provvisionale. Il Collegio ha rigettato la richiesta di risarcimento danni avanzata da Giorgio Pasqua e Massimo Toppi.

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Il Tribunale ha ordinato la trasmissione al Pubblico Ministero degli atti relativi alla posizione del teste Maria Letizia Cavaliere per le valutazioni di competenza; ha ordinato la restituzione al Comune di Priolo Gargallo della documentazione in originale sottoposta a sequestro con il passaggio in giudicato della sentenza e, infine, ha indicato in novanta giorni il termine per il deposito delle motivazioni della sentenza.

Il tribunale ha condannato Beniamino Scarinci alla pena di 1 anno e 11 mesi reclusione; Giuseppe Pinnisi a 5 mesi; Flora La Iacona a 1 anni, 11 mesi e 15 giorni (il pm aveva chiesto 5 anni di reclusione); Lucia Grasso 1 anno, 2 mesi e 15 giorni in continuazione (il pm aveva richiesto 3 anni e 6 mesi) ed ancora, Paola Scalogna condannata a 4 mesi e 15 giorni; Carlo Auteri a 1 anno e 2 mesi per voto di scambio; Giuseppa Arcidiacono a 8 mesi e 10 giorni; Sebastiano Mazzone a 8 mesi e 10 giorni e Marco Angelino a 8 mesi.
Sono stati assolti, invece, Giuseppe Italia, Nunziata Bafumo, Concetta Caccamo, Angelo Bosco, Savatore Passarello.

L’indagine, portata a termine dagli agenti del commissariato di Priolo, ha mosso i primi passi nel settembre del 2012. Il Pubblico Ministero Brianese ha chiesto la trasmissione degli atti alla Procura per l’incriminazione dei sei testimoni chiamati dalle Difese degli imputati in quanto avrebbero reso false dichiarazioni, ma il Collegio ha ordinato la trasmissione degli atti soltanto per il teste Maria Letizia Cavaliere. I sedici imputati del processo “Qualunquemente”, dovevano rispondere a vario titolo di associazione a delinquere, voto di scambio, abuso d’ufficio, tentata concussione, tentata violenza privata, truffa aggravata e altri reati. – [libertasicilia.it]
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