Che (brutto) tempo che fa. Fazio cancellato dai palinsesti di Rai1

16/04/2019 – Si vocifera che a seguito di una riunione sui prossimi palinsesti, il nome del giornalista-conduttore sia sparito dai radar. «Che tempo che fa» della domenica in prima serata, il tavolo del lunedì in seconda serata, sembra che non abbiano più la loro storica collocazione da ottobre in avanti. Si dice, si scrive ma sembra che la notizia sia destituita d’ogni fondamento. Dalla rete ammiraglia si nega l’ipotesi che questo possa succedere, che dalla riunione, in effetti tenutasi di recente, sia stato cassato il nome di Fazio. Atteggiamento al limite del divertito lo tiene l’entourage del conduttore che si rifà semplicemente ai termini del contratto. Fazio firmò con l’ex ad Orfeo un contratto blindatissimo per se stesso e per la sua società che produce il programma e che detiene il format «Che tempo che fa». Nel contratto che sarà valido ancora per due anni, è scritto a chiare lettere il giorno della messa in onda, la rete sulla quale la trasmissione è programmata e persino l’orario. Tanto che in una recente puntata, lo stesso Fazio aveva ironizzato sul fatto che almeno per altri due anni l’avrebbero dovuto sopportare.

E se invece in Rai si decidesse in modo diverso? Gli scenari sono tracciati. Se in autunno Fazio non dovesse apparire in video, dovrebbero pagarlo ugualmente, pagarlo per non fare nulla. A questo stipendio non da poco dovrebbero aggiungere la penale. Nonostante gli attacchi di Salvini e le levate di scudo di Di Maio, «il caso Fazio» nascerebbe proprio in quel momento. Perché l’ad della Rai Salini per una decisione unilaterale che lui dovrebbe ratificare, si troverebbe a risponderne in proprio; l’accusa sarebbe di danno erariale perché si tratterebbe di buttare soldi pubblici tra inutile stipendio e penali.

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L’unica via sarebbe quella di tentare, con le buone, anzi, con le buonissime, di convincere Fazio a traslocare di rete, tornare a Raitre o andare su Raidue che si è già fatta avanti. Ma anche in questo caso e con tutte le parti in accordo, sorgerebbero altri problemi di budget, di previsioni di spesa e di incassi, di pubblicità e di costi del programma, più una miriade di eccezioni che che andrebbero risolte. Se ne potrebbe discutere, certo, ma è molto complicato. Oltretutto il conduttore sembra non abbia intenzione di essere accomodante, soprattutto dopo il trattamento che gli è stato riservato. In merito a tutto questo Davide Faraone, capogruppo del Pd in Vigilanza, oggi chiederà spiegazioni a Salini in audizione: «Veramente “Che tempo che fa” non sarà più nei palinsesti Rai? E questa scelta è dettata dai risultati di ascolto o è la linea editoriale del programma che la nuova Rai vuole silenziare?».

Oltre al comparto Fazio in Rai si è alzato un polverone per la chiusura di Rai Movie e di Rai Premium. Per il sindacato Usigrai si tratta di un regalo fatto alle televisioni a pagamento. La Rai ribatte che il Piano «disegna un’offerta cinematografica ancora più presente su più canali. Ciò consentirà di andare maggiormente incontro alle esigenze del pubblico offrendo meno repliche e una più ricca e varia programmazione di cinema, serie tv e contenuti originali. Quanto al nuovo canale, che nascerà non dalla chiusura ma dalla fusione di Rai Premium e Rai Movie, e a Rai 4, nel Piano industriale sono stati costruiti tenendo conto della profilazione riguardante generi e fasce di età: l’individuazione di due canali, uno più orientato al pubblico femminile e uno a quello maschile, deriva dalla necessità di costruire un prodotto che sia appetibile per una platea sempre più ampia». – [LaStampa.it]
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