L’Abitacolo di Franco Bechis. Intervista Virginia Raggi, il salva Roma salva tutti. [VIDEO]

28/04/2019 – Nemmeno su una strada da rifare posso decidere da sola. E qualcuno per forza è deluso. Ecco un passaggio della puntata de L’Abitacolo del 25 aprile, con a bordo il sindaco di Roma Virginia Raggi. A lei il conduttore Franco Bechis ha chiesto se il sindaco di una città così grande è lui stesso un potere “forte”. E la risposta è stata negativa, spiegando che di testa sua può decidere ben poco. E sostenendo che è pure un bene che sia così. – [L’intervista:]

Come la chiamo? Sindaco o sindaca?

Sindaco, sindaca, oppure Virginia. Per me è la stessa cosa.

Le pesa fare il sindaco?

E’ una grande responsabilità, ma anche un grande onore.

Io facendo il mio lavoro mi diverto anche. E lei?

A tratti sì. Quando riesci a raggiungere un risultato è un buon momento. Se apri un asilo nido, se riapri un parco che era chiuso…

Oggi non ci muoviamo con l’auto. Ma quando lo faccio girando le puntate de L’Abitacolo, balliamo in continuazione sulle celebri buche di Roma. A chi tocca ripararle? Al comune che lei amministra o ai municipi?

Ci sono delle strade di grande viabilità che attraversano più municipi e sono in carico come manutenzione a un dipartimento del comune. Le altre sono in carico ai municipi. Si ripartiscono i fondi un po’ qua e un po’ là e ciascuno dovrebbe fare il suo…

…Non proprio…

Siamo partiti un po’ a macchia di leopardo, e ognuno si dà delle priorità, partendo dalle strade più dissestate e con i fondi che ci sono. Quando siamo arrivati in comune non c’erano appalti di manutenzione da decenni. Abbiamo dovuto trovare i fondi e fare partire le gare. Adesso si stanno vedendo tanti piccoli cantieri in più zone. Qualcuno è già stato chiuso. Però abbiamo dovuto riavviare questo ciclo. Stiamo parlando di migliaia di km di strade. Non si potranno mai fare in un giorno e nemmeno in un anno. Però abbiamo ritrovato un metodo che dovrebbe funzionare da sé: arrivano i soldi, e si fa la gara per rimettere a posto la strada.

(…)

Abbiamo raccontato l’altro giorno su Il Tempo cosa fanno i comuni quando a loro tagliano i fondi: in mezza Italia alzano le tasse locali. Lei è esclusa, perché le ha già più alte di tutti e non possono essere aumentate: tutta colpa del famoso debito di Roma…

Li capisco i comuni: sono costretti ad aumentare le tasse, se di notte vengono tagliati loro i fondi dallo Stato. Per i romani arriverebbe invece una buona notizia con la ristrutturazione del debito storico della città…

… Il salva Roma che divide il governo…

Credo che questo provvedimento non sia stato ben capito. Perché si tratterebbe solo di contrattare con un soggetto forte gli interessi – oggi molto alti- sul debito finanziario. L’operazione non costa un euro di più a nessun altro italiano, e se andasse in porto consentirebbe magari ai romani di non pagare più l’Irpef comunale più alta di Italia. Ma anche allo Stato- e quindi a tutti gli altri- di avere un vantaggio che potrebbe arrivare a 2,5 miliardi di euro. Non è vero quel che si dice sullo Stato che si accollerebbe il debito dei romani: quello è già stato trasferito allo Stato nel 2008, ed è gestito da un commissario nominato appunto dalla presidenza del Consiglio dei ministri. Il costo per tutti diminuirebbe sia ottenendo nuovi interessi dalle banche, sia liquidando la gestione commissariale che ha spese proprie di funzionamento inutili. Approvando quel che si chiama impropriamente “salva-Roma” semplicemente si risparmiano soldi pubblici, e magari si possono abbassare le tasse dei romani e degli italiani.

Le sembra sicura Roma?

Secondo le statistiche sì: il numero di reati è diminuito negli ultimi anni.

Ma chi ha visto l’agguato al povero Manuel Bortuzzo o sparare e uccidere davanti a un asilo un mattino penserà che Roma sia come Medellin, no?

Ha ragione, c’è bisogno di maggiore presidio nelle periferie e nelle zone di confine, dove la vita è più al limite. Abbiamo leggi che ci impediscono di assumere chi vogliamo, ma pure con quei vincoli siamo riusciti ad assumere mille vigili in più. Solo che la città è così estesa che anche quei mille non sono riusciti a fare la differenza. D’altra parte la pianta organica sarebbe di 8 mila vigili. Quando sono arrivata ne ho trovati poco più di 5 mila. Ora sono oltre 6 mila, ma sempre meno del previsto.

Ripensando a quel che ha vissuto in questi tre anni, tornando indietro si rimetterebbe in corsa per fare la sindaca di Roma? Lo rifarebbe?

Sì, senza dubbio.

E suo figlio avrebbe la stessa risposta?

Eh… Mio figlio sente molto la mancanza

Quando vi vedete?

La mattina a colazione, se non debbo uscire troppo presto. E se posso o il sabato o la domenica cerco di ritagliarmi un po’ di tempo per lui.

Quale è la sua giornata tipo?

Non c’è una giornata tipo. Ogni giorno ci sono novità ed emergenze da affrontare. Ufficialmente inizio verso le 9 e mezza in Comune, ma con i cellulari si inizia molto prima. E non c’è un orario in cui si finisce: dipende dalle riunioni, dagli appuntamenti e…

Riesce a fare la pausa pranzo? A vederla così dimagrita sembrerebbe di no. Mangia qualcosa?

Poco… poco. Si mangia disordinati e quando c’è tempo. Però ora arriva la prova costume (…)

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