Legittima difesa, il primo ferito è un ragazzino di sedici anni

28/04/2019 – In perfetto stile gangster, Enrico P., 16 anni, di nazionalità albanese, ieri è stato scaricato da un’auto davanti al policlinico Gemelli. Ai carabinieri sono bastate poche ore, tuttavia, per risalire all’identità del ragazzo e alla dinamica del ferimento. A sparare cinque colpi sarebbe stato Andrea Pulone, 29 anni, figlio del noto astrofisico Luigi. Proprio quest’ultimo risulta essere il proprietario della pistola utilizzata dal figlio, che in quel momento era nella casa di famiglia, a Monterotondo, con la fidanzata. Accortosi della presenza nella villetta di tre sconosciuti, Andrea si è spaventato moltissimo per il rischio che si accorgessero che anche lui era lì, e con la sua ragazza.

Così, secondo quanto ha raccontato ai carabinieri, avrebbe preso l’arma e fatto fuoco. «Ho sparato a dei ladri che sono entrati nella mia abitazione», ha detto il giovane al 112 pochi minuti dopo il tentato furto. Secondo questa ricostruzione, quello del 16enne sarebbe quindi il primo caso di ferimento per legittima difesa dopo la promulgazione due giorni fa di un provvedimento specifico. Legge che però non è ancora in vigore e dunque, probabilmente, non potrà essere applicata.

Dinamica al vaglio
Sono le 19 di venerdì quando tre persone, dopo aver forzato una porta finestra, si introducono all’interno dell’appartamento per rubare. Sentendo dei rumori sospetti, il 29enne prende la pistola e la punta contro gli intrusi. A questo punto, secondo quanto accertato fino a ora, Pulone avrebbe ordinato ai ladri di fermarsi e, subito dopo, avrebbe fatto fuoco contro di loro ferendo il 16enne nella zona inguinale. Lesioni gravi che avrebbero fatto perdere al giovane molto sangue. Dopo la sparatoria i tre sarebbero fuggiti su un’auto in direzione di Roma per poi abbandonare Enrico in ospedale alle 20 circa. Al momento l’inchiesta dei militari dell’Arma, coordinata dal procuratore di Tivoli Francesco Menditto, è senza indagati. «Vogliamo completare gli accertamenti prima di iscrivere qualcuno sul registro degli indagati», spiegano gli inquirenti che aggiungono: «Sono passate poco più di 24 ore e la dinamica è ancora al vaglio».

Certo è che – secondo quanto trapela – il 29enne che ha sparato sarà indagato nelle prossime ore con l’accusa di eccesso di legittima difesa o addirittura di tentato omicidio. Così come la sua vittima che sarà invece iscritta sul registro degli indagati con l’accusa di tentato furto aggravato. Intanto il ragazzo si trova ora al reparto di terapia intensiva, ma sembra essere fuori pericolo. E ora al vaglio degli inquirenti ci sono i filmati della videosorveglianza esterna del policlinico Gemelli. Proprio quelle immagini potrebbero essere fondamentali per trovare i complici del 16enne determinanti per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Il 29enne avrebbe riferito di non essersi reso conto di aver colpito qualcuno, ma il fatto che poco dopo Enrico P. fosse stato portato al Gemelli ha fatto ritenere quasi subito l’esistenza di un collegamento fra i due fatti. – [LaStampa.it]
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