De Luca: “Di Maio è uno squadrista e un truffatore politico. Voglio un confronto pubblico per spiegargli la vita”

19/05/2019 – Durissimo attacco del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, all’indirizzo del vicepresidente del Consiglio M5s, Luigi Di Maio.
Nel corso del suo appuntamento settimanale su Lira Tv, il politico dem sfida il ministro dello Sviluppo Economico proponendogli un faccia a faccia pubblico: “Quello che ha detto sulle nomine dei direttori generali è un’altra prova di cialtroneria del Di Maio. Siamo veramente ai dilettanti allo sbaraglio e ai propagandisti nati. Il Di Maio sta continuando a perseguire la linea della truffa politica. E’ un truffatore politico. Voglio rinnovare la mia sfida al cittadino Di Maio. Da anni gli chiedo un confronto pubblico dove, come vuole lui e su temi che vuole lui. Potremo cominciare dalla sanità campana”.

E spiega: “Siamo felici perché Noemi, la bambina colpita dal proiettile, si sta riprendendo. E’ una notizia che ci riempie di gioia. Noemi si è salvata perché al Santobono ha trovato un ospedale di eccellenza mondiale: ci sono stati medici che hanno avuto la capacità e il coraggio di operarla alle 3 di notte in una condizione disperata. In questi giorni c’è stato un pellegrinaggio politico al Santobono da parte di gente che ha calpestato la dignità della sanità campana, raccontando stupidaggini. Ha scoperto improvvisamente che la sanità campana è un’eccellenza. Meglio tardi che mai. In questi anni abbiamo fatto miracoli, abbiamo fatto per la sanità campana più di quanto non si sia fatto nei precedenti 40 anni”.

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De Luca menziona nuovamente Di Maio: “Il suo comportamento è da squadrista. Quando si approva una legge dicendo che ‘è contro De Luca’, questo si chiama squadrismo, cioè l’uso delle istituzioni per colpire gli avversari politici. Siccome il Di Maio è anche un noto truffatore politico, dice una stupidaggine quando per propaganda sostiene che deve sottrarre alle Regioni le nomine dei direttori generali. Lui non può decidere proprio niente, perché sulla sanità, che è una materia di competenza regionale, si decide insieme alla Conferenza delle Regioni. Quindi, Di Maio ha detto una palla sapendo che è una palla“.

E puntualizza: “Rilevo che in questo momento gli unici che portano i partiti negli ospedali e che vi fanno campagna elettorale sono i 5 Stelle. Sono andati ad Avellino già due volte. E si annuncia un altro passaggio della famosa ministra della Salute Grillo ad Avellino e ad Ariano Irpino, due Comuni dove si vota a giorni. Quindi,il M5s dice che vuole togliere i partiti alla sanità e gli unici che vanno a fare i politicanti negli ospedali sono proprio loro. Ho dato disposizione ai direttori generali di non fare entrare persone estranee nei reparti, perché non devono distogliere dal lavoro di cura i nostri dipendenti. Se vuole andarci il ministro Grillo, la si riceva nella stanza del direttore generale. Ma nei reparti pellegrinaggi di politicanti sono proibiti, altrimenti prendiamo misure disciplinari contro i dirigenti. Neanche in Africa succede questo“.

De Luca torna su Di Maio: “L’albo dei direttori generali non lo fa la Regione, ma a Roma, a livello nazionale. Chi prepara l’albo? Una commissione di cui fa parte un responsabile Agenas, agenzia nazionale, uno delle Regioni, uno del ministero. Poi, per scegliere un dg nell’ambito dell’albo nazionale, si nomina un’altra commissione. Questa offre una rosa di candidati di cui fa parte un rappresentante dei primari, che viene sorteggiato, uno delle università, uno delle Regioni. Cioè, questo meccanismo è un manicomio. Il Di Maio dice che dobbiamo far fare questa nomina a livello nazionale. Già adesso si fa così. E’ una palude burocratica che paralizza tutta la sanità italiana – prosegue – E questo che va a proporre? Un peggioramento della situazione. Ma, insomma, questo giovanotto fa il vicepresidente del Consiglio. Mi darete la soddisfazione di fare un dibattito pubblico con Di Maio? Anche un quarto d’ora, dove vuole lui. Voglio spiegare com’è la vita a questo giovanotto”.

Poi rincara: “Come mai Di Maio non propone una commissione esterna indipendente e internazionale per nominare i dirigenti delle aziende pubbliche, della Rai, dell’Inps, delle Ferrovie? Come mai non vale questa esigenza di trasparenza? Quando hanno nominato il presidente dell’Inps, Tridico… come si chiama? Io lo sentivo parlare e mi venivano i brividi“.
E conclude: “E’ tutta una truffa. E’ tutta malvivenza politica. Siamo messi male. E’ tutto un circo equestre”. – [IlFattoQuotidiano.it]
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