Migranti, Sea Watch e l’ira di Salvini, scopre in diretta tv lo sbarco dei migranti

20/05/2019 – Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha appreso in diretta tv dello sbarco dei migranti della nave Sea Watch, mentre era ospite in collegamento della trasmissione “Non è l’Arena” su La7.

Queste le sue parole: “Chi è che li ha autorizzati a sbarcare? Io no, non ho autorizzato niente, deve essere qualcun altro. Io sorrido, ma è grave. Perché siamo un Paese sovrano con leggi, regole, una storia e nessuna associazione privata se ne può disinteressare. Qualcuno quell’ordine lo avrà dato. Questo qualcuno ne deve rispondere”. Poi, ha aggiunto sulla Sea Watch: “Per me possono stare lì fino a quando non intervengono o l’Olanda o la Germania, o la Libia e Malta. Non vedo cosa c’entri l’Italia. Per me possono stare lì fino a ferragosto: gli porto da mangiare, gli porto da bere. Sono pronto a denunciare per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina chiunque sarà disponibile a far sbarcare immigrati da una nave fuorilegge. Questo vale anche per organi dello Stato”.

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Come riporta il “Corriere della Sera”, Salvini ha lasciato aperta la possibilità che l’input possa essere arrivato dal ministro M5s Danilo Toninelli. Che ha replicato: “Porti chiusi a Sea Watch come a tutte le navi che non rispettano le convenzioni internazionali. Salvini, se ha qualcosa da dirmi, me la dica in faccia. Non parli a sproposito. È evidente che l’epilogo della vicenda è legato al sequestro della nave da parte della magistratura, non serve un esperto per capirlo. Magari il ministro dell’Interno si informi prima di parlare. E trovi soluzioni vere sui rimpatri, non ancora avviati da quando è il responsabile della sicurezza nazionale”.

Anche Luigi Di Maio ha commentato la vicenda in alcune dichiarazioni riportate dal “Corriere della Sera”: “Il sequestro lo esegue la magistratura quindi non credo sia un espediente (per far sbarcare i migranti a bordo, n.d.r.) perché la magistratura è indipendente dal governo. Quando arrivano qui contattiamo i Paesi Ue e chiediamo la redistribuzione. Io credo che la politica delle redistribuzioni è l’unica strada che abbiamo per fronteggiare il fenomeno. Poi c’è il tema dei rimpatri”. – [ANSA]
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