La beffa delle bollette elettriche: cento miliardi di costi accessori

26/05/2019 – Sono anni che vengono denunciati dalle associazioni dei consumatori. Sono i costi ‘nascosti’ dentro le bollette dell’energia elettrica. I cosiddetti ‘oneri generali di sistema’ su cui, finora, nessun governo è intervenuto, nonostante il tema emerga ciclicamente. Si tratta di un costo gravoso per famiglie e imprese che contribuisce, con le tasse, a rendere le nostre bollette della luce tra le più care d’Europa. Secondo lo studio presentato ieri durante un convegno al Senato dal Centro ricerche ambiente e consumo Indagini 3 e dalla Fondazione Univerde, la spesa degli italiani per gli oneri generali di sistema ha superato i 100 miliardi dal 2010 al 2017.

Sotto questa voce vengono inseriti i costi dello smantellamento dei siti nucleari, gli incentivi alle rinnovabili (la fetta più grossa, con 12,4 miliardi), le agevolazioni alle Ferrovie, l’efficienza energetica, il finanziamento alla ricerca e il bonus famiglie. Il ‘carico’ ce lo mettono infine le tasse (Iva e accise) che, sempre in otto anni, hanno raggiunto quota 77 miliardi, per un totale di 178 miliardi, pari al 40,5% del totale delle bollette (440 miliardi). Per questo, secondo i promotori dello studio, ‘occorre ripensare tutta la tematica tariffaria’, ma anche evitare di inserire in bolletta altre spese, come il canone Rai, visto che circolano ‘voci sull’eventuale immissione delle spese dei rifiuti solidi e urbani’.

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Un altro capitolo che grava sui bilanci familiari è costituito dal bollo auto. In questo caso, però, le Regioni sono libere di introdurre esenzioni fiscali, con l’unico vincolo di non aumentare la pressione oltre i limiti del legislatore statale. Lo ha stabilito la Corte costituzionale, tornata a pronunciarsi su questa materia in merito al contenzioso tra la Commissione tributaria provinciale di Bologna e la Regione Emilia Romagna sul bollo per i veicoli d’interesse storico o collezionistico. Ma la decisione della Consulta sulla possibilità di ridurlo a seconda del territorio può riguardare tutti i veicoli. “Una buona notizia – ha commentato il vicepremier Luigi Di Maio -, perché è una tassa ingiusta”. Positiva anche la valutazione di Davide Caparini, assessore in Lombardia e coordinatore degli assessori regionali al Bilancio, secondo il quale “la sentenza va nella direzione di quanto chiediamo con l’autonomia”.

Secondo i calcoli dell’Unione europea delle cooperative, il bollo auto si traduce in una stangata su famiglie e imprese da 6,7 miliardi, con un rincaro del 17,7% in cinque anni. Fra il 2013 e il 2017, spiega Uecoop, le tasse pagate dagli italiani per la macchina sono aumentate al ritmo medio di oltre 200 milioni l’anno. Con così tante spese non è una sorpresa che aumentino i prestiti chiesti dalle famiglie, anche se gli operatori del mercato interpretano questa crescita come ripresa dei consumi. Secondo il Barometro Crif, ad aprile le richieste di prestiti sono aumentate del 6,9% rispetto allo stesso mese 2018, confermando la dinamica positiva del primo trimestre. In aumento anche l’importo medio (+1,2% a 9.730 euro) al massimo degli ultimi sette anni. – [Quotidiano.net]
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