La Lega piazza i capi di gabinetto lombardi. È polemica: “Regione ufficio di collocamento padano”

07/06/2019 – La decisione di nominare i capi di alcuni gabinetto degli assessorati regionali pescando non in Sardegna, ma in Lombardia innesca la polemica politica.

A sedersi sulle prestigiose poltrone, che garantiscono grande responsabilità e stipendi pubblici di tutto rispetto, saranno infatti tre esponenti della Lega nati – anagraficamente e politicamente – in Lombardia. Luca Erba, di Porlezza (Como), ma residente a Oristano, è stato scelto per i Trasporti; Alessio Zanzottera, commissario del Carroccio a Corbetta e già vicesindaco di Santo Stefano Ticino (entrambi in provincia di Milano), andrà agli Affari Generali.

E un terzo esponente leghista, pare anch’esso “forestiero”, sembra destinato a dirigere l’ufficio di gabinetto della Sanità.

Quanto basta, come detto, a scatenare un vespaio.

“Dopo una campagna elettorale spesa a tranquillizzare gli elettori sardi sul fatto che la Lega non aveva intenzione di colonizzare le cariche più importanti apprendiamo da notizie di stampa che i capi di gabinetto degli assessorati della Lega arrivano dalla Lombardia o hanno natali padani”, tuona Desiré Manca, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle. Che aggiunge: “Tre su tre. Come possiamo motivare oggi una tale scelta? Una tale inversione di rotta rispetto a quanto dichiarato? Evidentemente per il Presidente Solinas e il coordinatore Zoffili non ci sono sardi all’altezza del ruolo. Oppure le intenzioni erano diverse sin dal principio?”.

Manca, inoltre, parla espressamente – con “stupore, dispiacere e persino imbarazzo” – di “colonialismo lombardo” e di nomine di “paracadutati non eletti”.

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E ancora: “Finirà qui? – si domanda ancora l’esponente 5 Stelle – Domanda più che lecita date le sorprese riservateci dal Presidente Solinas e dalla sua Giunta fino a oggi. In questo momento di profondo disagio la nostra preoccupazione non può che crescere esponenzialmente. Speriamo quantomeno in un sussulto di dignità dei colleghi consiglieri eletti in maggioranza e dei loro elettori perché la Sardegna non venga ridotta ad un ufficio di collocamento padano”.

IL PD – Sulle – anzi contro – le nomine prende posizione anche il Partito Democratico: “Prendiamo atto con preoccupazione della nomina di capi di gabinetto degli assessori in quota Lega, tutti provenienti dalla Lombardia”, commenta Gianfranco Ganau, capogruppo dem in consiglio regionale.

Che aggiugne: “È la prima volta che accade nella storia autonomistica della nostra regione, configurando di fatto una forma di inaccettabile controllo centrale degli atti ed azioni degli assessori regionali”.

“Se questa è l’idea di autonomia della Lega e del centrodestra regionale – conclude il capogruppo Pd – c’è proprio di che preoccuparsi. Forse ora gli assessori, mettendo fine all’immobilismo legislativo, che li ha caratterizzati sin’ora, inizieranno a proporre leggi direttamente prodotte in Lombardia, con buona pace dei Sardi e della loro autonomia”. – [UnioneSarda]
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