La raccolta fondi per la capitana Rakete è un boom: donati oltre 500mila euro in poche ore

02/07/2019 – «Chi salva vite non è un criminale! Chi usa la sua vita per salvare le vite degli altri, non sarà mai un criminale! Da nessuna parte nel mondo e certamente non nella nostra Europa libera, democratica e amichevole». Questo il messaggio che accompagna la raccolta fondi lanciata per l’assistenza legale a Carola Rackete, comandante della Sea Watch 3 arrestata dopo l’attracco al porto di Lampedusa. E in poche ore ha già superato i 500mila euro.

Gli ideatori della raccolta fondi sono due presentatori tv tedeschi, Jan Bohmermann e Klaas Heufer-Umlauf, che hanno diffuso un video su Youtube e lanciato un messaggio di supporto per la capitana della nave Ong.

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«Insieme sosteniamo la capitana Carola Rackete, l’equipaggio del SeaWatch 3 e il salvataggio in mare nel Mediterraneo, con quello che abbiamo in Germania più di tutto: con i soldi – si legge – L’Unione Europea ha deciso insieme al Sudamerica la più grande area di libero scambio del mondo. Se l’Unione Europea può farlo, allora può facilmente organizzare una politica di rifugiati più umana. E finché ciò accade, coloro che lavorano 24 ore su 24, usando le loro vite, non solo vogliono salvare la vita di altre persone, ma anche l’umanità e la nostra reputazione agli occhi della storia».

L’EQUIPAGGIO DIFENDE CAROLA RACKETE: «ORGOGLIOSI DI LEI»
«Carola è la donna più coraggiosa che abbia mai conosciuto, siamo tutti orgogliosi di lei». Oscar, studente berlinese di 26 anni da due anni a bordo della Sea Watch, è uno dei venti tra uomini e donne dell’equipaggio della nave della ong tedesca che da ieri non ha più un comandante.

Ma nessuno di loro pensa minimamente che Carola Rackete abbia sbagliato a decidere di forzare il blocco. A bordo sono tutti con lei, la «capitana coraggiosa». Oscar racconta quando, attorno a mezzanotte, la comandante gli ha spiegato cosa stesse per accadere. «Gli ospiti a bordo, ci ha detto, non possono continuare a stare in queste condizioni, la situazione ci sta sfuggendo di mano». Ma l’equipaggio ribadisce anche che non c’era alcuna volontà da parte di Carola di colpire la motovedetta. «Non volevamo assolutamente fare del male ai finanzieri. La loro imbarcazione all’improvviso si è messa tra noi e la banchina per impedire l’attracco. Posso dire al 100% – dice convinto Oscar – che Carola non avrebbe mai messo in pericolo la vita dei finanzieri». A bordo sono invece rimasti «shoccati» dagli insulti partiti dal molo di Lampedusa. «Non ci aspettavamo quelle reazioni scomposte, non capivamo cosa dicessero ma avevamo capito che erano insulti. È stato terribile». – [Leggo.it]
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