Corruzione: arrestati un giudice del Tribunale di Napoli e altri 4 complici

03/07/2019 – È in servizio al tribunale di Ischia Alberto Capuano, il giudice finito in carcere nell’ambito di un’indagine anticorruzione della procura di Roma in cui sarebbe emersi dei collegamenti con la camorra (reato, quest’ultimo, che non viene attribuito al giudice). Cinque gli arresti. Il magistrato, 60 anni, è in servizio presso la sede distaccata sull’isola del tribunale di Napoli ed è stato fermato assieme al consigliere circoscrizionale della X municipalità di Bagnoli, Antonio di Dio, all’imprenditore Valentino Cassini e al pregiudicato Giuseppe Liccardo, ritenuto da investigatori ed inquirenti vicino al clan Mallardo di Giugliano. Dalle prime ore di questa mattina e’ in corso un’operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di un giudice napoletano ed altri quattro soggetti indagati, a vario titolo, per corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione in atti giudiziari, traffico di influenze illecite, millantato credito, tentata estorsione, favoreggiamento personale. Al termine di un’articolata attivita’ investigativa coordinata dalla locale Procura della Repubblica.

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Un giudice del tribunale di Napoli e altre 4 persone sono stati arrestati dalla Polizia nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura di Roma dalla quale emergono contatti tra gli indagati e appartenenti alla camorra. I 5 sono indagati, a vario titolo, per corruzione nell’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e in atti giudiziari, traffico di influenze illecite, millantato credito, tentata estorsione e favoreggiamento personale. Gli agenti della squadra mobile di Roma stanno eseguendo anche una serie di perquisizioni a carico degli indagati. I particolari dell’operazione saranno illustrati alle ore 12 presso la Procura della Repubblica di Roma alla presenza del Procuratore aggiunto Paolo Ielo.

Le perquisizioni
La squadra mobile di Roma in queste ore sta eseguendo una serie di perquisizioni. L’obiettivo è reperire documenti e atti che vedrebbero il giudice del Tribunale di Napoli in stretto legame con la camorra

Non solo San Gennaro
Ieri la mafia, oggi la camorra e la ‘ndrangheta.. In queste ore, infatti, oltre all’arresto dei cinque indagati per corruzione tra cui un giudice del Tribunale di Napoli, la polizia di Roma con 250 agenti sta operando anche in una maxi operazione. C’è il sequestro di 12 milioni di euro nei confronti della criminalità organizzata calabrese che opera a Roma e dintorni.

Gli immobili sequestrati
Sono 173 gli immobili sequestrati alla banda criminale non solo nella capitale, ma anche nelle zone di Rignano Flaminio, Morlupo, Campagnano Romano, Grottaferrata, e altre province italiane. Sono finiti in manette di nomi come Scriva, Morabito, Mollica, Velonà e Ligato. All’operazione non solo la Questura di Roma, ma anche altre dieci appartenenti all’intero territorio nazionale
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