Una intera famiglia suicida nel 1996: commissione d’inchiesta faccia luce su tutti i casi di affidamento

15/07/2019 – Era il 1996. Due cuginetti, loro malgrado, diventano gli accusatori di mamma e papà, nonna e nonno. Accusati di aver abusato di due bambini. Una tesi avallata da una perizia del centro Hansel e Gretel. Foti (psicologo e direttore del Centro Studi di Moncalieri Hansel e Gretel, oggi agli arresti domiciliari per l’inchiesta di Reggio Emilia) e l’ex moglie, Cristina Roccia (una delle psicologhe coinvolte nell’inchiesta “Veleno”, i presunti casi di pedofilia che negli anni Novanta sconvolsero la Bassa Modenese) in 150 pagine ripercorrono abusi e violenze di gruppo, come raccontato da Panorama in un articolo.

“Comincia il processo. Ma il peso è insostenibile. Il giorno prima dell’audizione dei ragazzini, i 4 accusati scendono nel garage. Si chiudono nella loro Uno verde: i genitori siedono davanti, i nonni dietro. Poi accendono il motore. E aspettano. Fino a quando il gas di scarico non gli riempie i polmoni. Li ritrovano avvelenati e senza vita. Straziante il biglietto lasciato prima del gesto estremo: ‘In una nazione in cui non c’è verità né giustizia non si può vivere”.

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È stato definito il “caso zero” che legherebbe il centro Hansel e Gretel e i casi di “Veleno” all’inchiesta di Bibbiano. Un caso dimenticato su cui, finalmente, si sta riaccendendo la luce.

Una psicologa, Alessandra Lancellotti, presidente dell’associazione “Padri Separati”, ha analizzato la correlazione con l’inchiesta “Angeli e demoni” che ha mandato in carcere psicoterapeuti, assistenti sociali ed esponenti locali del Partito Democratico con l’accusa di aver creato un sistema che, con diverse responsabilità degli arrestati, avrebbe tolto decine di bambini ai legittimi genitori:

“La storia si ripete – ha dichiarato la psicologa, che all’epoca seguì la famiglia come consulente di parte – come quello che si è scoperto pochi giorni fa a Reggio Emilia nel centro Hansel e Gretel, e si rilegge il tutto alla luce del noto episodio del 1996 in provincia di Biella: una famiglia di Sagliano Micca, incolpata di abusi sessuali, si suicidò. Si dichiararono innocenti, ma non vennero ascoltati.”

La vicenda processuale fu ricostruita nel 2007 dallo scrittore ed ex assessore di Biella Diego Siragusa in un libro, “La botola sotto il letto”, che poi fu presto ritirato per minacce di querele.

Fili che legano storie agghiaccianti di cui, però, i giornali si sono occupati al massimo per un paio di giorni, preferendo dare attenzione per più di due settimane al caso della Sea Watch. Per una buona parte dell’informazione italiana le vicende della capitana Carola sono state maggiormente degne di attenzione rispetto a un’inchiesta dolorosa su minorenni “rubati” ai propri genitori. Questione di priorità! Noi vogliamo fare piena luce su tutte queste vicende drammatiche e per questo abbiamo proposto l’istituzione di una Commissione d’Inchiesta sugli allontanamenti dei minori dalle famiglie e gli affidamenti nelle comunità. Nessun tipo di violenza sui minori può rimanere impunita. E andremo fino in fondo finché non sarà fatta giustizia.

Il ministro Bonafede ha comunicato che «sono allo studio interventi di analisi su larga scala volti a mettere a confronto i dati provenienti dai diversi uffici giudiziari sulle procedure di affido nel territorio nazionale. L’esito di tale screening permetterà di attuare un controllo rigoroso sull’operato dei lavoratori del settore». «Mi sono prefissato» ha ripetuto in una seconda risposta a un’interrogazione del M5S «l’obiettivo di un monitoraggio capillare e ad ampio raggio sull’andamento generale delle procedure di affido su tutto il territorio, incrociando il più possibile i dati che provengono dai diversi uffici giudiziari, al fine di poter fare emergere ogni eventuale profilo di dubbio sulla correttezza dell’operato degli addetti ai lavori». – [FONTE]
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