Canone Rai, M5s: depositata proposta per abolirlo dal 2021

17/07/2019 – Taglio del canone Rai dal 2021 attraverso un aumento della pubblicità sul modello La 7 che sostituirebbe il gettito del canone. E’ questo, a quanto apprende all’ANSA, l’elemento principale su cui si basa la proposta del M5S sul canone Rai. La proposta di legge, a prima firma di Laura Paixa, e’ stata depositata alla Camera e si affianca alla proposta di legge Liuzzi per la revisione della governance e per togliere la politica dalla Rai.

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Di Maio: via politica o via canone. “Spezzare legame, tv è dei cittadini. Riforma è nel contratto”. “Serve subito approvare una legge per spezzare il legame tra la politica e la Rai. Il M5s ne ha una già depositata, che siamo pronti a discutere. La tv pubblica è dei cittadini, che pagano il canone, non dei politici. È ingiusto che paghino per tenerla in piedi così. Quindi approviamo subito la nostra legge, a firma Liuzzi, che punta a spezzare il cortocircuito tra politica e servizio pubblico, premiando il merito e la trasparenza, oppure tagliamo il canone agli italiani. Delle due l’una. La riforma Rai è nel contratto”. Così Luigi Di Maio, vicepremier M5S e ministro dello Sviluppo economico, in una nota.

“Oggi in Commissione di Vigilanza abbiamo evidenziato l’inadeguatezza del doppio incarico in Rai da parte del presidente. Nessuna polemica e nessuna ostilità, abbiamo solo detto le cose come stanno, perché la Rai è la tv dei cittadini, non dei partiti! La politica ha messo le mani sulla Rai da troppo tempo e gli italiani hanno pagato un canone sempre più alto per avere che cosa in cambio? Un’informazione asservita a logiche di potere e clientelismo.

Ora basta. È ingiusto che gli italiani continuino a pagare un canone per un servizio condizionato dai partiti. È ingiusto che paghino per tenerla in piedi così! La Rai ha enormi potenzialità ma bisogna spezzare il legame con i partiti. Il MoVimento 5 Stelle ha già depositato una legge in questo senso, a prima firma della mia collega Mirella Liuzzi, e siamo pronti a discuterla subito. Il servizio pubblico è dei cittadini, che pagano il canone, non dei politici. L’obiettivo è premiare il merito e la trasparenza, non tenere in piedi un carrozzone da prima repubblica. Quindi diamo il via a questa riforma, che è nel contratto di governo, oppure tagliamo il canone ai cittadini. Delle due l’una. Questa è la direzione, altre non ce ne sono!” – [ANSA]
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