Taurianova: lettere minatorie? Il consigliere Pd se le inviava da solo. Il curioso caso di Falleti [VIDEO]

17/07/2019 – Si sarebbe inviato lettere minatorie per tenere in piedi la sua maggioranza consiliare in piena crisi politica. Una storiaccia che emerge dall’inchiesta che ha portato all’incriminazione di Francesco Sposato per la bomba all’auto del primo cittadino di Taurianova Fabio Scionti.

Venerdì il rinvio a giudizio di Sposato da parte del gup di Reggio Calabria, così come richiesto dalla procura antimafia reggina; oggi dalla documentazione di indagine visionata dagli avvocati Guido Contestabile e Mariarosa Crucitti, e confluita nella loro memoria difensiva, emergerebbe come Giuseppe Falleti detto “Pino” si sarebbe inviato delle lettere minatorie per tenere in piedi la maggioranza consiliare che stava scricchiolando.

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All’epoca dei fatti, Falleti era il capogruppo del Pd nell’assemblea cittadina e a marzo e settembre 2017 denunciò ai carabinieri di avere ricevuto minacce in due missive anonime, in una delle quali veniva minacciato anche il sindaco Fabio Scionti che, per dovere di cronaca, risulta totalmente estraneo a questa vicenda. Falleti non risulterebbe indagato, almeno ufficialmente, ma restano le prove raccolte dalla polizia giudiziaria in fase di indagine sul suo presunto coinvolgimento nell’invio delle lettere minatorie a se stesso e al sindaco Scionti.

L’indagine. I carabinieri iniziano a indagare, partendo proprio dall’ufficio postale di Taurianova da dove le due lettere minatorie erano state inviate «ed attraverso una serie di verifiche incrociate – si legge nella memoria difensiva – i militari hanno verificato che la lettera anonima era stata inviata dalla stessa “presunta vittima”, che quel giorno aveva effettuato 4 operazioni. Pertanto dopo aver accertato che la lettera del 25 settembre era stata inviata dallo stesso Falleti – scrivono Contestabile e Crucitti – i carabinieri avevano effettuato altri accertamenti per capire da dove fosse partito lo scritto anonimo inviato il 23 febbraio al sindaco (e che conteneva minacce anche nei confronti del Falleti). All’esito delle indagini, la polizia giudiziaria aveva accertato delle evidenti analogie tra la lettera del 25 settembre e quella del 23 febbraio: stesso carattere, stesse modalità di spedizione, stesso linguaggio». – info dettagliate su FONTE
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