Cibo contaminato dall’inchiostro delle confezioni, i rischi per la salute

21/07/2019 – Le confezioni di cibo contengono inchiostro che può essere trasferito agli alimenti, contaminandoli e con rischi per la salute umana. Ecco cosa bisogna sapere.

Un’indagine condotta dalla rivista Altroconsumo, insieme a tre associazioni di consumatori europee, ha scoperto che le tracce di inchiostro presenti sulle confezioni e gli imballaggi del cibo possono passare agli alimenti e contaminarli.

Le analisi sono state effettuate su imballaggi di cartone destinati agli alimenti e su prodotti monouso come piatti e bicchieri di carta. Sono stati analizzati 76 prodotti in quattro Paesi europei, tra cui l’Italia, insieme a Danimarca, Norvegia e Spagna.

Nell’esame dei prodotti sono state cercate due tipi di sostanze contenute negli inchiostri e che possono essere dannose per l’uomo: le ammine aromatiche primarie, che possono essere cancerogene e mutagene, e diversi tipi di fotoiniziatori, usati per dare brillantezza ai colori ma sospettati di essere cancerogeni o perturbatori del sistema endocrino. Si tratta di sostanze con le quali sarebbe da evitare il contatto.

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Mancando una normativa specifica che regola gli inchiostri nel cibo a livello europeo, i ricercatori hanno preso come parametri la legge svizzera sull’uso degli inchiostri per gli imballaggi alimentari e il parere dell’ente governativo tedesco di valutazione dei rischi alimentari (Bfr) riguardo al rischio di migrazione nel cibo delle ammine aromatiche primarie.

Dai 76 campioni analizzati è risultato che 45 sono puliti, ovvero non trasmettono inchiostri e sostanze chimiche pericolose dalla confezione all’alimento. Altri, invece, hanno mostrato dei rischi.

Di questi prodotti a rischio è risultato che 6 hanno rilasciato nel cibo fotoiniziatori in quantità eccessiva, sopra ai limiti fissati dalla legge svizzera, 4 campioni, di cui uno italiano, hanno rilasciato ammine aromatiche primarie in quantità superiore alla raccomandazione dell’ente tedesco sui rischi alimentari. Mentre 15 campioni hanno mostrato un alto contenuto di fotoiniziatori nell’imballaggio ma una migrazione bassa o nulla nel cibo. Infine, 9 campioni hanno mostrato quantità di ammine inferiori alla raccomandazione dell’ente tedesco.

Il prodotto italiano con ammine aromatiche elevate sono gli stampi Tescoma per i muffin. In generale, comunque, sono molto più numerosi all’estero gli imballaggi e le confezioni che rischiano di trasmettere al cibo sostanze chimiche pericolose. Poi, i prodotti confezionati, rispetto a quelli monouso, presentano più problemi sia per le ammine aromatiche che per i fotoiniziatori.

I risultati delle analisi di Altroconsumo e delle tre associazioni di consumatori europee sono stati inviati al Beuc (Bureau Européen des Unions de Consommateurs), l’organizzazione, con sede a Bruxelles, che rappresenta presso le istituzioni Ue 43 associazioni di consumatori europee da 32 Paesi. Le associazioni di consumatori chiedono con urgenza una normativa europea che regoli le confezioni di carta e cartone dei prodotti alimentari e l’uso degli inchiostri. –
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