No Tav, Travaglio: “Partito degli affari condiziona a tutti i livelli ma secondo me nel 2030 non vedremo nessun buco nella montagna”

29/07/2019 – Si è concluso ieri sera il Festival Alta Felicità con l’incontro tra il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio e i tecnici del Movimento No Tav Luca Giunti, Lele Rizzo e Alberto Poggio. “Io non sono contro le grandi opere o i treni che vanno veloci, sono favorevolissimo – ha esordito Travaglio – il problema di quest’opera è la sua plateale, costosa e dannosa inutilità”.

Intervistato su come riuscire a comunicare le ragioni di chi si oppone al Tav Travaglio ha espresso il totale isolamento al quale si espone chi esce dal coro favorevole alle grandi opere, “quello che dice le cose supportate dai dati passa per il tipo bizzarro, il partito degli affari condiziona a tutti i livelli. Non c’è un solo dato contro questo cantiere che venga smentito, eppure sembra che chi sostenga il Tav sia ormai in preda a una superstizione, non c’è più nulla di razionale e scientifico, ma se devo fare una previsione – ha chiuso il suo intervento – nel 2030 non vedremo nessun buco nella montagna”.

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Dopo la grande delusione per molti militanti No Tav che avevano creduto nella possibilità di un appoggio da parte del Movimento 5 Stelle in Parlamento, oggi pomeriggio al Festival Alta Felicità di Venaus si è tenuta la tavola rotonda sulle “prospettive di lotta” del movimento che da 30 anni contrasta il progetto Tav in Val Susa. “Non ci sono mai stati Governi amici, ma è innegabile che la tentazione della delega è stata forte per una parte del Movimento No Tav – condivide la maggior parte degli intervenuti – ora è arrivato il momento di tornare uniti a contrastare con azioni dirette nonviolente come abbiamo sempre fatto quest’opera inutile e dannosa”.

La prima tra le tante novità della quarta edizione è l’apertura da parte del Movimento NoTav, ideatore del Festival Alta Felicità, a tutti i movimenti che lottano per la salvaguardia del clima. Il Festival Alta Felicità è diventato così una delle tappe del percorso di lotta nazionale. “Abbiamo pensato che fosse importante aprire il Festival a tutti i movimenti territoriali di lotta. – dicono gli organizzatori – per continuare a tenere alta l’attenzione sulle tantissime realtà che si sono riunite attorno al tema della difesa del clima e contro l’inutile spreco di suolo e la deturpazione delle terre, che producono enormi danni alla salute delle persone e contribuiscono all’enorme spreco di denaro pubblico a discapito di tutte quelle infinite piccole opere necessarie per la messa in sicurezza dei territori”.
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