Crisi di governo, chi è Marta Cartabia: la prima donna che potrebbe guidare Palazzo Chigi

22/08/2019 – E se l’Italia, dopo il governo gialloverde e l’uomo forte, che chiede pieni poteri, al Viminale, vedesse invece per la prima volta una donna a palazzo Chigi? L’ipotesi che spariglierebbe e che viene definita una suggestione, viene lanciata da alcuni retroscena sui quotidiani di oggi, giornata clou delle consultazioni di questa crisi di governo agostana e porta il nome di Marta Cartabia.

Il nome non è di quelli più conosciuti dal grande pubblico ma è ben noto agli ambienti accademici europei e statunitensi. Docente, costituzionalista, vicepresidente della Corte Costituzionale dal 2014, giudice della Consulta dal 2011 – è la terza donna a diventarlo: è il nome di Marta Cartabia quello ipotizzato per la prima presidente del Consiglio della Storia d’Italia.

Google già suggerisce la ricerca «Marta Cartabia governo». Il suo nome sarebbe, a detta di Libero, «sussurrato fortemente» dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ben la conosce dai tempi della Consulta. E sbucherebbe fuori da un – testuale – «Rosario di femmine in carriera». Definita come fedelissima del Capo di Stato, risponderebbe all’esigenza di un nome terzo, non invischiato con la politica né appartenente alla cerchia, rigorosamente maschile, dei «soliti noti». Partito Democratico e Movimento 5 Stelle potrebbero, su di lei, trovare convergenza.

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Dopo il professore avvocato Giuseppe Conte, la professoressa giudice Marta Cartabia? La giudice sarebbe stata allertata già da giorni, in quel di Genova, quando ha partecipato agli appuntamenti istituzionali per il primo anniversario della strage del crollo del ponte Morandi. Il suo nome compare, accanto a quello di Mario Draghi – che avrebbe gentilmente declinato eventuali offerte – come ipotesi in campo già in alcuni articoli on line sulla crisi di governo risalenti al 12 agosto scorso.

Chi è Marta Cartabia?
Nominata alla Corte Costituzionale nel 2011 dall’oggi presidente emerito Giorgio Napolitano, Cartabia, nata a San Giorgio su Legnano e classe 1963, si laurea con lode in giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano nel 1987. La sua tesi, dal titolo «Esiste un diritto costituzionale europeo?», vede come relatore Valerio Onida, futuro presidente della Corte costituzionale.

Nel corso della sua carriera accademica svolge diverse attività di ricerca all’estero, soprattutto negli Usa. Come si legge su Treccani, Cartabia prende parte a corsi internazionali in Francia e negli Stati Uniti, dal 1993 al 1999 è ricercatrice di Diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano e dal ’93 al ’95 assistente di studio presso la Corte costituzionale.

Professoressa ordinaria di Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, è esperta di diritto internazionale e dei temi dell’integrazione dei sistemi costituzionali europei e nazionali. È anche dama di Gran Croce ordine al merito della Repubblica italiana e dirige diverse riviste di settore nazionali e internazionali. È tra le fondatrici, ed è co-direttrice, della prima rivista giuridica italiana interamente in lingua inglese, Italian Journal of Public Law.

È la terza donna ad essere nominata giudice della Consulta, dopo Fernanda Contri e Maria Rita Saulle. Dal 2017 fa parte della cosiddetta Commissione di Venezia, organo consultivo del Consiglio d’Europa: a comporre la «Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto» sono soggetti indipendenti di diversa provenienza nazionale ed esperti in diritto costituzionale. Negli ultimi tempi, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe stata, tra i giudici della Corte Costituzionale, la più apertamente contraria alla ipotesi di introdurre i cosiddetti superprefetti all’interno del decreto sicurezza bis tanto caro a Matteo Salvini. – [FONTE]
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